La Juve Stabia esce dal “Danilo Martelli” con una sconfitta per 2-0 che sa di stanchezza fisica, ma soprattutto di un approccio mentale complicato da episodi sfavorevoli e leggerezze individuali. In una Serie B che non perdona, regalare settanta minuti di superiorità numerica a una squadra in salute come il Mantova è un lusso che nessuno può permettersi.
La partita si è decisa, di fatto, nel cuore del primo tempo. Dopo un avvertimento di Buso al 17′, la difesa gialloblù ha concesso troppo spazio a Bragantini al 21′: il suo destro è una “sassata” che non lascia scampo a Boer, ma il piazzamento della retroguardia ospite è parso rivedibile.
Il vero spartiacque arriva però al 25′. Pierobon, già ammonito in apertura, commette un fallo ingenuo e lontanissimo dalla propria porta. Il secondo giallo è inevitabile e le Vespe restano in dieci. È il colpo che spezza l’equilibrio: la Juve Stabia prova a reagire con orgoglio (traversa clamorosa di Giorgini al 32′), ma la fortuna oggi ha girato le spalle ai campani.
La Magia di Mancuso e il muro di Boer
Prima del riposo, la Juve Stabia ha oscillato tra il baratro e la speranza. Un immenso Boer ha tenuto in vita i suoi con una “paratissima” su Kouda, ma allo scadere del primo tempo si è dovuto arrendere alla classe di Mancuso. Il raddoppio virgiliano è una perla dal limite che ha reso il secondo tempo una montagna insuperabile per gli uomini di Abate (sostituito in panchina da Beggi).
Una ripresa tra cambi e resistenza
Nel secondo tempo, la Juve Stabia ha provato a ridisegnarsi con un triplo cambio (fuori Carissoni, Dos Santos e l’ammonito Correia per Ricciardi, Mannini e Mosti), ma il controllo del campo è rimasto saldamente nelle mani del Mantova. Gli ingressi di Ricciardi e la solidità di Giorgini (provvidenziale nel finale su Buso) hanno evitato un passivo più pesante.
C’è spazio solo per un brivido finale con Ricciardi che spaventa Bardi dalla distanza, ma il triplice fischio sancisce una serata amara.
Le macerie dopo la battaglia
Oltre ai zero punti, la Juve Stabia torna a casa con i cocci di una formazione decimata:
-
Pierobon pagherà l’ingenuità con il giudice sportivo.
-
Cacciamani, ammonito nella ripresa, salterà per squalifica il prossimo delicatissimo match contro la Carrarese.
Per Abate è il momento più duro dall’inizio del campionato: dovrà ricostruire morale e formazione per evitare che questa sconfitta diventi l’inizio di una flessione più profonda.


