Nel 1994, il regista Neri Parenti dirige “Le nuove comiche”, l’atto finale della trilogia che ha riportato in auge lo spirito del cinema muto in Italia. Questa volta, Paolo e Renato non escono da uno schermo cinematografico o da un manifesto, ma da un televisore all’interno di un negozio di elettronica, dopo aver messo fuori combattimento un rapinatore a colpi di slapstick.
Elettricisti, guardie del corpo e padri improvvisati
Anche in questo capitolo, la formula vincente è la successione di episodi carichi di gag fisiche e situazioni paradossali:
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Elettricisti a Teatro: Chiamati per un guasto durante il balletto Romeo e Giulietta, i due trasformano la tragedia di Prokofiev in un massacro tecnologico. Tra cortocircuiti e strumenti distrutti, gli attori finiscono letteralmente “inceneriti”, ma il pubblico, scambiando il caos per un’avanguardia artistica, esplode in un applauso.
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Amore al Campeggio: In una vacanza al lago, i due si contendono le attenzioni della bella Ramona. La competizione tra i due amici sfocia in tentativi di suicidio tanto assurdi quanto fallimentari, per poi concludersi con la riconciliazione della ragazza con il suo fidanzato.
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Scorta d’assalto: Assunti come guardie del corpo del giudice Achille Parenti, i due diventano una minaccia peggiore della mafia. Nonostante riescano a sventare un attentato e a far arrestare i criminali, finiscono per far saltare in aria la casa del magistrato sedendosi accidentalmente sul detonatore.
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Genitori per caso: L’episodio più tenero vede la coppia prendersi cura di un neonato abbandonato nella loro casa galleggiante sul Tevere. Dopo le iniziali goffaggini, scoprono un inaspettato istinto paterno, prima di restituire il piccolo ai legittimi genitori.
L’epilogo: Un ritiro poco tranquillo
Consapevoli del disastro che si lasciano alle spalle ovunque vadano, Paolo e Renato decidono di ritirarsi dal mondo andando a vivere in un faro. Ma la sfortuna li insegue anche lì: nel tentativo di dormire, spengono la luce della lanterna, provocando l’impatto di una nave che sventra l’edificio. È il fragoroso addio di una coppia che ha segnato il cinema popolare degli anni ’90.


