Fu una partenza folgorante, di quelle che lasciano il segno e ammutoliscono lo stadio. La Juve Stabia di Ignazio Abate espugnò il “Picco” di La Spezia con una prestazione di forza, qualità e cinismo, superando la squadra di D’Angelo per 3-1 in un match valevole per la gara d’andata del campionato.
Primo Tempo: Dominio e Doppio Vantaggio
Pronti, via e la Juve Stabia sbloccò subito il match. Al 1′ minuto, un’uscita fluida palla al piede innescò Gabrielloni; il bomber servì Correia che, con un tocco di classe sopraffina, batté Mascardi per lo 0-1. Le Vespe continuarono a premere e al 12′ sfiorarono il raddoppio, negato solo da un salvataggio provvidenziale di Hristov ancora su Correia.
Il meritato 0-2 arrivò al 19′: sugli sviluppi di un angolo battuto magistralmente da Maistro, Carissoni scagliò un fendente al volo che si insaccò alle spalle del portiere ligure. Solo nel finale di tempo lo Spezia provò a reagire, ma trovò sulla sua strada un Confente monumentale, superatosi prima su Di Serio e poi su Mateju. Decisivo fu anche Carissoni che, con una scivolata prodigiosa, sventò un contropiede pericoloso di Beruatto.
Secondo Tempo: Botta e Risposta, poi il Sigillo di Candellone
Nella ripresa, D’Angelo provò a rimescolare le carte inserendo forze fresche, ma la musica non cambiò. Nonostante l’errore ravvicinato di Soleri al 55′, lo Spezia riuscì a riaprire la gara al 59′: angolo del solito Salvatore Esposito e colpo di testa vincente di Soleri per l’1-2.
La Juve Stabia, però, non si fece intimorire e reagì da grande squadra. Al 61′, appena due minuti dopo aver subito il gol, le Vespe calarono il tris: punizione di Leone, sponda aerea del neo-entrato Burnete e acrobazia spettacolare di Candellone per il 3-1. Un gol nato dalla perfetta intesa tra i subentrati di Abate.
Finale di Sofferenza e Gloria
Lo Spezia tentò il tutto per tutto inserendo anche Lapadula e passando alle tre punte, ma la difesa stabiese tenne botta, protetta dalle uscite coraggiose di Confente. Nel finale, la Juve Stabia avrebbe potuto dilagare: Burnete colpì una traversa clamorosa dopo una progressione di potenza e mancò per due volte il colpo del KO definitivo a tu per tu con Mascardi.
Nonostante gli ultimi brividi, al triplice fischio esplose la gioia gialloblù. Una vittoria totale, ottenuta su un campo difficilissimo, che confermò la bontà del progetto tecnico di Abate e la fame di questo gruppo.


