Juve Stabia contro Cesena un amarcord a livello internazionale tra i due allenatori
Era una notte calda e tesa quella del 24 giugno 2012. Allo Stadio Olimpico di Kiev, l’aria era densa di quell’elettricità tipica delle sfide che segnano un’epoca. L’Italia di Cesare Prandelli aveva dominato l’Inghilterra per 120 minuti, sciorinando un calcio fluido e coraggioso, ma il pallone sembrava non voler entrare. Tra legni colpiti e parate prodigiose, il match rimase bloccato sullo 0-0, trascinando le due nazionali nel territorio più spietato del calcio: la lotteria dei calci di rigore.
La Sequenza: Una Montagna Russa di Emozioni
Il primo a presentarsi sul dischetto fu Mario Balotelli. Con una freddezza disarmante, “Super Mario” aprì le danze trafiggendo Joe Hart, suo compagno di squadra al Manchester City. Ma l’Inghilterra non rimase a guardare: Steven Gerrard rispose prontamente, mantenendo i suoi in carreggiata.
Il momento di massimo sconforto per gli Azzurri arrivò poco dopo. Riccardo Montolivo calciò fuori, mandando il pallone a lato della porta. Quando Wayne Rooney trasformò il rigore successivo, portando gli inglesi in vantaggio, l’Italia tremò. Sembrava l’ennesimo capitolo di una maledizione azzurra dal dischetto.
Il Momento della Svolta: Il “Cucchiaio” di Pirlo
Fu allora che il tempo parve fermarsi. Andrea Pirlo si avvicinò al pallone con la calma di chi sa qualcosa che gli altri ignorano. Con un tocco sotto dolcissimo, disegnò una parabola beffarda: il “cucchiaio”. Quel gesto tecnico non fu solo un gol, ma un colpo psicologico devastante che scosse le certezze britanniche e restituì orgoglio all’Italia.
La sorte, a quel punto, decise di sorridere agli Azzurri:
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Ashley Young colpì in pieno la traversa, ristabilendo l’equilibrio.
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Antonio Nocerino fu implacabile, riportando l’Italia avanti.
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Gigi Buffon fece il resto, salendo in cattedra e ipnotizzando Ashley Cole, parando il suo rigore.
L’Urlo di Diamanti
L’ultimo atto fu affidato a Alessandro Diamanti. Con la responsabilità di un intero Paese sulle spalle, l’esterno toscano non tremò. Un tiro preciso, secco, imparabile, che gonfiò la rete e fece esplodere la gioia di milioni di italiani.
4-2 il finale. L’Italia, bella ma fino a quel momento sciupona, riuscì finalmente a prendersi ciò che il campo aveva decretato per tutta la partita. Quella vittoria ai quarti di finale di Euro 2012 non fu solo un passaggio del turno, ma la dimostrazione di una superiorità tecnica e mentale che avrebbe portato gli Azzurri dritti verso la leggendaria semifinale contro la Germania.
Kiev restò azzurra, mentre l’Inghilterra, ancora una volta, dovette fare i conti con il suo eterno incubo dal dischetto.
Inghilterra: Hart; Ashley Cole, Lescott, Terry, Johnson; Young, Parker (Henderson 94′), Gerrard (c), Milner (Walcott 61′); Rooney, Welbeck (Carroll 60′)
In panchina: Green, Butland, Kelly, Baines, Jones, Jagielka, Downing, Oxlade-Chamberlain, Defoe
Ct: Roy Hodgson
Italia: Buffon (c); Balzaretti, Bonucci, Barzagli, Abate (Maggio 90’+1′); De Rossi (Nocerino 80′), Pirlo, Montolivo, Marchisio; Cassano (Diamanti 78′), Balotelli
In panchina: Sirigu, De Sanctis, Chiellini, Ogbonna, Motta, Di Natale, Giaccherini, Borini, Giovinco
Ct: Cesare Prandelli
Arbitro: Pedro Proença (Portogallo)


