La panchina del Cesena ha sempre avuto un fascino particolare: un mix di pressione passionale e serenità provinciale che permette ai visionari di esprimersi. Se Ashley Cole vuole lasciare il segno, deve confrontarsi con giganti che hanno cambiato il gioco.
1. La Visione di Arrigo Sacchi (1982)
Sebbene non abbia mai guidato la prima squadra bianconera in campionato, il Cesena è il luogo dove il “Profeta di Fusignano” ha mostrato al mondo per la prima volta la sua rivoluzione. Nel 1982, Arrigo Sacchi guidò la Primavera del Cesena alla conquista dello Scudetto di categoria. Quel successo, basato su pressing e zona totale, fu il trampolino di lancio che lo portò poi al Milan e alla Nazionale.
2. Marcello Lippi: La Consacrazione (1989-1991)
Prima di vincere tutto con la Juventus e alzare la Coppa del Mondo nel 2006, un giovane Marcello Lippi si mise in mostra proprio al Manuzzi. In Romagna, Lippi dimostrò la sua capacità di gestione tattica e umana, ottenendo una storica salvezza in Serie A nel 1990. Fu proprio a Cesena che il tecnico viareggino iniziò a essere considerato uno dei profili più interessanti del panorama europeo.
3. I Maestri della Salvezza e della Promozione
Il Cesena ha avuto tecnici capaci di imprese che restano scolpite nel cuore dei tifosi:
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Gigi Radice: L’uomo che portò il Cesena per la prima volta in Serie A nel 1973, un traguardo che cambiò per sempre la storia del club.
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Osvaldo Bagnoli: Prima di compiere il miracolo Verona, Bagnoli guidò i bianconeri a una promozione in A nel 1981, portando solidità e pragmatismo.
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Pierpaolo Bisoli: L’eroe moderno. Con la sua grinta, è stato l’artefice della doppia scalata dalla Serie C alla Serie A (2008-2010), diventando un simbolo indiscusso della tifoseria.
4. L’Eleganza di Azeglio Vicini
Romagnolo doc e indimenticato CT delle “Notti Magiche” di Italia ’90, Azeglio Vicini ha iniziato la sua carriera da allenatore proprio nel Cesena. Il suo legame con la città è profondo e rappresenta l’anima nobile e tecnica del calcio cesenate.


