La serie si apre con l’arresto di Mario Chiesa, l’evento “scintilla” che dà il via all’inchiesta Mani Pulite. In questo clima di terremoto politico e sociale, le vite di sei personaggi si incrociano in una Milano grigia e frenetica, simbolo del potere che vacilla.
L’inchiesta e la vendetta
Il cuore del racconto segue il pool di magistrati guidato da Antonio Di Pietro. In prima linea c’è Luca Pastore, un giovane poliziotto mosso da un desiderio di vendetta personale: vuole incastrare l’imprenditore della sanità Michele Mainaghi, colpevole di avergli venduto sangue infetto. Al suo fianco lavora Rocco Venturi, un agente ambiguo che nasconde segreti pericolosi e una doppia vita.
Il potere e la nuova comunicazione
Parallelamente, seguiamo l’ascesa di Leonardo Notte, un esperto di marketing di Publitalia ’80 dal passato oscuro. Notte intuisce prima di tutti che il vuoto lasciato dai vecchi partiti (DC e PSI) deve essere colmato da una nuova forza politica comunicativamente moderna. È lui il “dietro le quinte” che studia il futuro dell’Italia mentre il vecchio sistema crolla sotto i colpi dei mandati di cattura.
Le vittime del sistema
Il crollo del potere travolge anche le famiglie. Bibi Mainaghi, la “pecora nera” della famiglia, si ritrova improvvisamente a gestire l’impero del padre dopo il suo tragico suicidio. Da ragazza ribelle, deve trasformarsi in una cinica donna d’affari per sopravvivere ai debiti e alle inchieste.
L’ascesa dei nuovi volti
Il malcontento popolare viene incarnato da Pietro Bosco, un reduce della Guerra del Golfo dal carattere ruvido. Quasi per caso, si ritrova a essere il volto della neonata Lega Nord, approdando in Parlamento dove scoprirà quanto sia sporco il gioco del potere. A lui si lega Veronica Castello, una showgirl disposta a tutto pur di sfondare in televisione. La sua è una lotta disperata per il successo, che la porterà a passare da un letto all’altro, diventando il simbolo di una televisione che sta cambiando faccia e valori.


