La transizione dal campo alla panchina non è mai scontata, ma per Alberto Aquilani sembra essere stata un’evoluzione naturale. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, l’ex centrocampista romano ha dimostrato rapidamente di possedere una dote rara: saper insegnare quel calcio tecnico e propositivo che lo ha contraddistinto da giocatore.
L’Epopea d’oro con la Primavera della Fiorentina
Il legame con Firenze, già forte durante gli anni da calciatore, diventa indissolubile nel luglio 2019. Dopo una breve esperienza nello staff di Giuseppe Iachini, Aquilani assume la guida della Fiorentina Primavera nel 2020, dando inizio a un ciclo di successi senza precedenti per la categoria:
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Tre Coppe Italia consecutive: (2020, 2021, 2022), trasformando i giovani viola in una vera macchina da trofei.
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Due Supercoppe Italiane: (2021, 2023), confermandosi specialista delle finali.
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Riconoscimenti Individuali: Nel 2023 viene premiato come miglior allenatore del campionato Primavera, dopo aver sfiorato lo scudetto di categoria, perso solo in finale contro il Lecce.
In soli tre anni, Aquilani bacheca ben cinque trofei, diventando uno dei tecnici più ambiti del panorama giovanile italiano e ottenendo l’abilitazione UEFA Pro a Coverciano.
Il salto nei professionisti: Pisa
Il 29 giugno 2023 arriva la chiamata della Serie B: il Pisa punta su di lui per un progetto ambizioso. L’esordio è da incorniciare, con una vittoria per 2-0 a Marassi contro la Sampdoria. Nonostante un campionato altalenante, tipico della serie cadetta, il Pisa di Aquilani mostra un’identità precisa, chiudendo al tredicesimo posto con 46 punti e garantendosi una salvezza tranquilla. Il rapporto con il club toscano si conclude consensualmente nel giugno 2024.
Il presente: La sfida di Catanzaro
Dopo un anno di studio e aggiornamento, Aquilani decide di rimettersi in gioco in una piazza caldissima. Il 18 giugno 2025, viene ufficializzato come nuovo tecnico del Catanzaro. Con un contratto biennale, il “Principino” ha il compito di portare la sua filosofia di gioco nel cuore della Calabria, cercando di coniugare i risultati con la crescita dei talenti, proprio come fatto a Firenze.


