Non è un semplice big match. Non è nemmeno “solo” una sfida tra la prima e la seconda della classe. Quello che va in scena oggi pomeriggio all’Etihad Stadium tra Manchester City e Arsenal è lo scontro finale, il momento della verità che potrebbe consegnare nelle mani dei vincitori una fetta enorme di Premier League.
Pep Guardiola lo ha ripetuto spesso: “Aprile e maggio sono i mesi in cui si scrivono i nomi sui trofei”. Il suo City, una macchina da guerra oliata da anni di successi, arriva a questo appuntamento con la freddezza di chi ha già vissuto mille battaglie. Per i Citizens, la vittoria oggi significherebbe mettere la freccia e sfruttare l’inerzia per un finale di stagione da cannibali.
Il tecnico catalano punta tutto sul controllo totale del gioco, ma sa che contro il suo “allievo” prediletto non basterà il semplice possesso palla. Servirà la ferocia dei giorni migliori per scardinare la difesa dei Gunners.
Dall’altra parte del campo, Mikel Arteta. L’uomo che ha riportato l’Arsenal nell’élite del calcio mondiale ora vuole il premio più grande. I Gunners non vincono il titolo da troppo tempo e questo pomeriggio rappresenta l’occasione della vita.
Arteta ha costruito una squadra giovane, coraggiosa e tatticamente quasi perfetta. Vincere a Manchester non sarebbe solo un colpo ai fini della classifica, ma un segnale di potere definitivo: la fine di un’era e l’inizio di un’altra. Per l’Arsenal, oggi non esiste il pareggio: si gioca per la gloria eterna.
Il mondo del calcio trattiene il respiro. Novanta minuti per decidere chi merita di sedersi sul trono d’Inghilterra. All’Etihad Stadium non si gioca per i tre punti, si gioca per il titolo. Che lo spettacolo abbia inizio.


