A un anno dalla tragedia del Faito, in cui persero la vita quattro persone, compreso il macchinista, mentre un quinto passeggero rimase ferito, la Procura di Torre Annunziata traccia un primo bilancio investigativo che potrebbe segnare una svolta. Secondo quanto affermato dal procuratore Nunzio Fragliasso, dietro il dramma non ci sarebbero il vento forte né il maltempo, ma soprattutto “errori umani”.
Il punto della Procura
Nel corso di una conferenza stampa convocata a distanza di un anno dall’incidente che ha sconvolto l’intera comunità, il procuratore Fragliasso ha espresso una convinzione netta, pur precisando che si è ancora in attesa delle conclusioni formali dell’inchiesta. Per il magistrato, quanto accaduto al Faito dovrebbe rappresentare un monito per tutti coloro che gestiscono impianti aperti al pubblico.
Errori umani al centro
La linea emersa dalla Procura esclude, almeno sul piano delle valutazioni fin qui illustrate, che a causare la tragedia siano state le condizioni meteo avverse dei giorni precedenti, caratterizzati da forti raffiche di vento e pioggia. Al contrario, il peso maggiore sarebbe da attribuire a responsabilità umane, elemento che ora dovrà trovare riscontro definitivo negli atti tecnici e giudiziari.
Attesa per la perizia
Le indagini, particolarmente complesse, sarebbero arrivate a un passaggio decisivo. Entro la pausa estiva è atteso il deposito della perizia nell’ambito dell’incidente probatorio disposto davanti al gip. Si tratta di un momento chiave, perché gli esiti tecnici potrebbero delineare con maggiore precisione cause, omissioni e responsabilità.
Verso il processo
L’incidente probatorio viene considerato una sorta di anticamera del processo. Gli sviluppi vengono seguiti con attenzione dai legali dei 26 indagati, tra cui figurano Eav e i vertici aziendali, chiamati a difendersi dall’accusa di disastro colposo. Saranno proprio gli accertamenti tecnici attesi nelle prossime settimane a orientare il futuro dell’inchiesta e l’eventuale approdo dibattimentale.


