Il tema dell’inquinamento nel porto di Napoli torna al centro del dibattito dopo un servizio della trasmissione Report. L’inchiesta firmata da Berardo Iovene accende i riflettori sui fumi emessi dalle navi in sosta, soprattutto nelle aree dei moli Beverello e Pisacane.
Residenti e salute pubblica
Nel servizio emergono immagini e testimonianze di residenti che mostrano vetri coperti di fuliggine, segno tangibile dell’impatto ambientale. Alcuni medici collegano l’esposizione agli inquinanti a patologie respiratorie, riaccendendo le preoccupazioni sulla qualità dell’aria.
Il problema nasce dalle navi ferme in porto con i motori accesi: secondo le stime citate, una nave da crociera in sosta per un anno con il solo motore ausiliario può inquinare quanto 12.500 automobili.
Il nodo delle banchine elettriche
Tra le possibili soluzioni c’è l’elettrificazione delle banchine, un progetto finanziato con 25 milioni di euro ma ancora in ritardo. Sul punto è intervenuto il presidente dell’Autorità portuale Eliseo Cuccaro, esprimendo forti dubbi.
Secondo Cuccaro, il sistema richiederebbe una quantità di energia che Napoli non è in grado di sostenere: “Non ci credo tantissimo”, ha dichiarato, sottolineando anche le criticità economiche legate all’utilizzo dell’energia elettrica in porto.
Le reazioni politiche
Le parole del presidente hanno suscitato la reazione del deputato dei Verdi Francesco Borrelli, che ha definito le dichiarazioni “gravi e sorprendenti”, evidenziando la necessità di puntare su soluzioni sostenibili.
Il confronto si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro ambientale della città e sulle strategie da adottare per ridurre le emissioni.
Monitoraggio ancora insufficiente
Un ulteriore elemento critico riguarda il monitoraggio della qualità dell’aria. Nonostante i dati di ARPA Campania attribuiscano al porto una quota rilevante dell’inquinamento, nell’area non è presente una centralina fissa di rilevamento.
In passato sono state utilizzate postazioni mobili, che hanno comunque registrato livelli di inquinanti compatibili con la presenza delle navi con i motori accesi.


