Clima tesissimo a Torre Annunziata nel giorno simbolico dell’avvio dell’abbattimento di Palazzo Fienga, storica roccaforte del clan clan Gionta. A scuotere la città sono state le dichiarazioni del procuratore Nunzio Fragliasso, che ha attaccato frontalmente l’amministrazione comunale parlando di inerzia nella lotta al malaffare.
“Ci sono ancora troppe ombre e poche luci, troppe contiguità con la criminalità organizzata”, ha dichiarato il magistrato, sottolineando come, dopo il commissariamento, si aspettasse un deciso cambio di passo.
Le dimissioni del sindaco
Le parole della Procura hanno avuto un effetto immediato. Il sindaco Corrado Cuccurullo ha annunciato le proprie dimissioni con una lunga nota, definendo le accuse “gravi e profondamente ingiuste”.
Il primo cittadino ha difeso l’operato della sua amministrazione, rivendicando interventi su sicurezza e servizi: potenziamento della polizia municipale, videosorveglianza, sgomberi di occupazioni abusive e gestione dei beni confiscati. Ha inoltre ricordato gli investimenti su scuole, asili e riqualificazione urbana.
La replica alla Procura
Cuccurullo ha respinto con decisione le contestazioni, sottolineando di aver sempre collaborato con le istituzioni, comprese Procura e Tribunale. “Se esistono ombre, vanno ricondotte a responsabilità individuali”, ha affermato, criticando una narrazione che, a suo dire, colpisce l’intera comunità.
Poi la scelta drastica: lasciare l’incarico per difendere la propria dignità istituzionale e personale, denunciando una delegittimazione dell’amministrazione agli occhi dei cittadini.
Scenario politico
Lo scontro istituzionale si inserisce in un momento delicatissimo per la città. Le dichiarazioni del procuratore sono arrivate alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e della presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo.
Parole che pesano anche alla luce dell’imminente decisione del Viminale sulla relazione dei commissari, che potrebbe portare a un nuovo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Un’ipotesi che ora torna con forza al centro del dibattito sul futuro di Torre Annunziata.


