Kanon di Gemini: Il Burattinaio che scelse la redenzione


Nel vasto pantheon di eroi e antieroi creato da Masami Kurumada per Saint Seiya (I Cavalieri dello Zodiaco), pochi personaggi vantano un arco narrativo complesso quanto quello di Kanon. Inizialmente concepito come l’ombra maligna dietro le sventure del Grande Tempio, Kanon evolve da scaltro manipolatore a baluardo fondamentale per la salvezza dell’umanità.

Genesi e Curiosità

L’origine di Kanon è legata a un’incertezza creativa dell’autore: Kurumada era indeciso se dotare il Cavaliere dei Gemelli di una doppia personalità o di un fratello gemello. Alla fine, scelse entrambi.

  • Il Nome: Deriva dall’isola di Kanon, ma richiama il termine greco per “canone” o “criterio”. Curiosamente, Kurumada rivelò che inizialmente aveva pensato di chiamarlo Sega (come la nota azienda di videogame), prima di optare per il nome attuale.

  • Il Look: Sebbene nel manga originale Kanon fosse biondo come Saga, l’adattamento anime ha introdotto i celebri capelli blu scuro per spezzare l’eccessiva predominanza di toni dorati nel design dei Cavalieri d’Oro, creando un contrasto visivo più efficace.

Dalle Tenebre di Capo Sounion al Trono del Mare

La storia di Kanon inizia in Grecia, vissuta nell’ombra del talentuoso fratello Saga. È Kanon a tentare per primo il fratello, proponendogli di uccidere la neonata Atena e il Grande Sacerdote per dominare il mondo. Saga, all’epoca ancora devoto al bene, lo rinchiude nella prigione di Capo Sounion, ma proprio quell’atto di rigore risveglia la parte oscura di Saga, dando il via agli eventi della scalata alle Dodici Case.

Sopravvissuto grazie a un misterioso cosmo (che scoprirà solo in seguito appartenere ad Atena), Kanon raggiunge il tempio sottomarino di Poseidone. Qui, invece di servire il dio, decide di manipolarlo: risveglia lo spirito del dio ma inganna il suo ospite umano, Julian Kedives, assumendo l’identità di Dragone del Mare e guidando i Generali degli Abissi verso una guerra totale contro la superficie.

La Redenzione: Il Perdono della Dea

Il punto di svolta arriva durante la battaglia contro i Cavalieri di Bronzo. Smascherato da Ikki di Phoenix, Kanon scopre la verità: Atena lo aveva salvato più volte dalla morte certa a Capo Sounion, nonostante la sua malvagità.

  • Nel Manga: Sconvolto dall’amore incondizionato della Dea, Kanon si pente e si sacrifica facendo scudo col proprio corpo al tridente di Poseidone diretto ad Atena.

  • Nell’Anime: La scena subisce una variazione, con Phoenix che riceve il colpo al posto suo, ma il percorso di espiazione rimane centrale.

La Prova di Milo

Tornato al Santuario durante la saga di Ade, Kanon deve affrontare lo scetticismo dei suoi ex compagni. Milo di Scorpio lo sottopone alla “Cuspide Scarlatta”: Kanon riceve quattordici colpi senza reagire, dimostrando con il sangue la sincerità del suo cambiamento. Solo allora viene riconosciuto ufficialmente come il nuovo Cavaliere d’Oro dei Gemelli.

L’Eroica Fine nel Regno di Ade

Nella guerra contro Ade, Kanon si rivela una risorsa tattica e bellica senza pari. Scende negli Inferi seminando il terrore tra gli Specter, eliminando avversari temibili come Rune di Barlon.

Il suo atto finale è un capolavoro di abnegazione. Trovatosi di fronte a Rhadamante della Viverna, Kanon decide di privarsi della propria Armatura d’Oro per rimandarla al Muro del Lamento, dove il fratello Saga ne ha bisogno per il sacrificio finale dei Cavalieri d’Oro. Ormai privo di protezione e ferito, Kanon afferra il nemico alle spalle e scatena una Galaxian Explosion suicida, svanendo nel cosmo e portando con sé uno dei tre Giudici degli Inferi.

Personalità: Un Guerriero senza Compromessi

Kanon conserva, anche dopo la redenzione, un carattere duro e pragmatico. Sebbene fedele ad Atena, non nutre la stessa fiducia “sentimentale” dei Cavalieri di Bronzo. È celebre il suo rimprovero a Shun di Andromeda, esortandolo a non lasciarsi mai sopraffare dalle emozioni in battaglia, poiché il pianto e l’esitazione sono solo d’intralcio alla vittoria.

“Chi si fa sopraffare dai sentimenti per me non è altro che un intralcio. Che mai più, nel mezzo della lotta, ti senta piagnucolare perché sei stanco di combattere.”

Da manipolatore che voleva farsi dio a martire che ha dato la vita per l’umanità, Kanon di Gemini resta uno dei personaggi più umani e sfaccettati dell’intera opera di Kurumada.

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