Insulti sessisti durante una partita di Terza Categoria contro Marina Rinaldi, allenatrice della Longobarda Valle dell’Irno e prima allenatrice transgender del calcio italiano.
L’episodio è avvenuto nel corso della sfida contro la Blue Soccer Academy di Castel San Giorgio, disputata allo stadio “Karol Wojtyła” di Nocera Superiore.
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La decisione del giudice sportivo
Secondo quanto riportato anche dal giudice sportivo, i tifosi della squadra di casa avrebbero avuto “un atteggiamento offensivo e minaccioso” nei confronti degli avversari, arrivando a “ingiuriare gravemente con insulti sessisti l’allenatrice ospite”.
Per la società di Castel San Giorgio è stata disposta un’ammenda di 200 euro.
Lo sfogo dell’allenatrice
Molto amareggiata Marina Rinaldi dopo quanto accaduto in campo. “Abbiamo subìto una aggressione verbale gravissima. Durante il primo tempo sono rimasta senza parole. A nostro avviso non è questo il calcio” ha dichiarato.
“Forse perché sono una donna in panchina e l’Italia non è preparata. Sono rimasta molto male. La peggiore partita nella storia della Longobarda Valle dell’Irno. Io dico la verità, non so se continuerò in questo contesto perché sinceramente non mi appartiene” ha aggiunto.
L’intervento dell’assessora Pecoraro
Sulla vicenda è intervenuta anche l’Assessora alle Pari opportunità Claudia Pecoraro, che ha espresso solidarietà all’allenatrice.
“Gli insulti contro Marina Rinaldi sono una ferita per tutto lo sport. Sessismo e violenza verbale non possono essere tollerati” ha dichiarato l’assessora.
Pecoraro ha sottolineato come il carattere sessista delle offese sia stato riconosciuto anche nel referto del giudice sportivo e ha chiesto interventi più incisivi contro ogni forma di discriminazione nel mondo dello sport.
“Lo sport dovrebbe essere luogo di rispetto, inclusione e libertà. Troppo spesso, invece, diventa spazio di aggressività ed esclusione verso chi rompe stereotipi o rivendica il diritto di vivere liberamente la propria identità” ha concluso.


