Una stagione calcistica destinata a rimanere scolpita nella memoria dei tifosi e nella storia del club. La Juve Stabia 2025/2026 è stata un capolavoro di emozioni, nata sotto il segno del lavoro, dell’umiltà e di un’organizzazione tattica straordinaria. Una squadra che non si è solo limitata a vincere e a lottare su ogni campo, ma che ha saputo esprimere un calcio moderno, coraggioso e spumeggiante, capace di far divertire il pubblico e infiammare gli spalti del Romeo Menti.
I Portieri
Alessandro Confente – Voto: 6.5
Ha blindato la porta in più occasioni con interventi decisivi, dimostrando una continuità impressionante e guidando la difesa con la personalità di un veterano. Ogni tanto ha commesso degli errori ma al netto restano le tante cose buone viste in questa stagione
Pietro Boer – Voto: 6
Sempre farsi trovare pronti quando si è il secondo non è facile. Ha risposto presente ogni volta che è stato chiamato in causa, garantendo affidabilità e serietà negli allenamenti. Una risorsa importante.
Alessandro Signorini – Voto: S.V.
Troppo poco spazio per poterlo valutare, ma il suo contributo nello spogliatoio e nel tenere alta l’intensità della squadra è stato comunque prezioso.
La Difesa
Marco Bellich – Voto: 8.5
Il vero muro di questa squadra. Stagione monumentale: non solo ha concesso le briciole agli attaccanti avversari, ma ha vizio del goal pesante sui calci piazzati. Leader indiscusso della retroguardia.
Salim Diakité – Voto: 7
Una forza della natura come braccetto della difesa a tre. Corsa, muscoli e una fase difensiva d’acciaio combinata a sovrapposizioni costanti. Quando ara il campo, gli avversari faticano a contenerlo.
Andrea Giorgini – Voto: 7.5
L’esperienza da veterano al servizio della squadra ed attenzione è ancora giovane. Ha gestito i momenti di massima pressione con la calma dei forti. Senso della posizione impeccabile e bravura nel guidare la linea difensiva nei momenti cruciali della stagione.
Christian Dalle Mura – Voto: 6.5
Solidità e pulizia negli interventi. Ha dimostrato grande maturità e un’ottima capacità di lettura delle azioni avversarie, formando una coppia affidabilissima con i compagni di reparto e concedendo pochissimo agli attaccanti centrali.
Marco Varnier – Voto: 6.5
Ogni volta che è stato chiamato in causa ha risposto presente. Attento, concentrato e ruvido quanto basta nei duelli individuali. Ha dato profondità e sicurezza al reparto nei momenti di rotazione della rosa.
Sheriff Kassama – Voto: 6
Ha margini di miglioramento nella lettura tattica, ma l’impatto atletico è stato sempre notevole
Manuel Ricciardi-Voto: 6.5
L’uomo ovunque della difesa. Terzino affidabile su entrambe le fasce, ha sempre garantito una prestazione solida e di sostanza. Meno appariscente di altri, ma tatticamente vitale per l’equilibrio della squadra.
Lorenzo Carissoni-Voto:8
Stagione semplicemente devastante.Spinta costante, lucidità nelle due fasi e quel vizio del goal che, per un difensore, fa tutta la differenza del mondo.ha difeso come un terzino di ferro e attaccato come un’ala d’assalto. Con la sua spinta costante sulla fascia e una straordinaria continuità di rendimento, ha regalato alla squadra una spinta offensiva fuori dal comune, timbrando il cartellino dei marcatori con goal pesantissimi nei momenti chiave del campionato.
I Centrocampisti
Emanuele Torrasi-Voto:6
Quando è stato “lanciato sul ring” — spesso in situazioni di emergenza o nei minuti finali di battaglie serrate — non si è lasciato intimorire dal clima rovente. Anzi, ha risposto presente con la personalità del veterano.
Mattia Mannini- Voto: 6
Ha visto il campo con il contagocce, spesso per scampoli di partita in cui era quasi impossibile incidere. Eppure, ogni volta che ha toccato il pallone ci ha messo il cuore.
Omar Correia- Voto 7.5
La dinamo del centrocampo. Ha chilometri nei polmoni e una calamita al posto dei piedi. Recupera un quantitativo industriale di palloni e fa ripartire l’azione con una lucidità disarmante. Quando lui gira a mille, tutta la squadra viaggia a marce alte. Inarrestabile.
Giuseppe Leone – Voto 7.5
Luce e fantasia. Il giocatore che accende la lampadina quando la manovra si fa farraginosa. Tra le linee ha regalato sprazzi di classe pura, assist al bacio e qualche gol d’autore su rigore. Quando ha la palla lui, lo spettacolo è assicurato. Professore.
Aaron Ciammaglichella SV
Ha giocato veramente troppo poco ma a Bolzano ha fatto vedere cose interessanti.
Nicola Mosti – Voto 9
Se il centrocampo è il motore della squadra, Mosti ne è stato il cervello e l’anima pulsante negli ultimi trenta metri. Giocatore di una categoria superiore per intelligenza tattica e qualità tecnica, ha trasformato la trequarti nel suo regno personale. Non si è limitato a far girare la squadra, ma ha inciso sul destino delle partite in prima persona, combinando la freddezza del bomber alla generosità dell’assistman. La copertina della stagione è la sua.
Christian Pierobon – Voto 7
Nei momenti di nebbia della squadra, la palla andava sempre a lui. Ha saputo nascondere il pallone quando c’era da soffrire e accelerare la giocata quando c’era da azzannare il match. Contro lo Spezia segna uno dei goal più belli di tutto il campionato delle vespe.
Kevin Zeroli – Voto 6.5
Il voto è la media esatta tra l’enorme potenziale intravisto in campo e il rammarico per una stagione pesantemente condizionata dalla sfortuna. Zeroli ha dimostrato di avere stoffa, personalità e colpi da giocatore vero. Purtroppo, sul più bello, un brutto infortunio lo ha costretto a un lungo stop ai box, privando la squadra della sua freschezza e interrompendo la sua crescita proprio nel momento di massima fiducia. Rientra nei play off e non è un rientro banale.
Alessio Cacciamani- Voto 8.5
Una forza della natura. Quando Cacciamani ha spinto sul pedale dell’acceleratore, per le difese avversarie è stato il vuoto pneumatico. Ha interpretato il ruolo sulla fascia con un’intensità devastante, unendo una facilità di corsa impressionante a una lucidità sotto porta e in fase di rifinitura da top player. Non è stato un semplice esterno, ma un vero e proprio fattore climatico capace di ribaltare l’inerzia di qualsiasi partita.
Thomas Battistella SV
Un brutto infortunio lo mette ko subito
Attaccanti
Matheus Dos Santos – Voto: 6
Una stagione vissuta prevalentemente nelle retrovie, studiando i compagni dalla panchina e aspettando il proprio turno con professionalità. Ha giocato poco, è vero, ma il calcio non si misura solo con i minuti, bensì con l’impatto. Per essere la prima stagione tra i Pro ha dimostrato di non essere solo una scommessa.
Rareș Burnete- Voto:6
Una sufficienza piena e di grande prospettiva. Per Burnete è stata una stagione di apprendimento, crescita e lampi improvvisi. Non ha avuto il minutaggio dei titolarissimi, ma ogni volta che ha toccato il campo ha lasciato l’impressione di essere un diamante grezzo. Ha dei “bei numeri” nel suo repertorio — colpi tecnici, movimenti da attaccante vero e una struttura fisica importante — che certificano quanto il suo profilo sia futuribile e interessante.
Alvin Okoro Voto 7
Ha le caratteristiche dell’attaccante moderno: sa dialogare con la squadra ma ha anche l’egoismo giusto per cercare la porta. I presupposti per vederlo sbocciare definitivamente ci sono tutti.
Gregorio Morachioli SV
Fabio Maistro Voto 6.5
Il voto fotografa perfettamente la sua stagione: ampiamente sopra la sufficienza grazie a sprazzi di classe pura, ma con quel pizzico di rammarico per ciò che avrebbe potuto essere con una costanza diversa. Quando Maistro si accende, la luce si diffonde in tutto il reparto offensivo. I colpi d’alta scuola e le giocate di livello superiore fanno parte del suo DNA; il prossimo passo per diventare devastante è far splendere quella luce per tutti i novanta minuti, partita dopo partita.
Alessandro Gabrielloni Voto 6
Una sufficienza che sa di grande occasione mancata. Inutile nascondersi: Gabrielloni era l’uomo più atteso del reparto offensivo, colui che doveva trascinare la squadra a suon di gol fin dalle prime giornate. Per lunghi tratti della stagione, però, il suo rendimento non ha sedotto, complice una timidezza sotto porta insolita per lui. Poi, il colpo di coda: un risveglio tardivo ma di vitale importanza, concentrato nel finale di campionato e nei playoff, che lascia un grande “peccato” per il tempo perso in precedenza. Un infortunio ha sicuramente condizionato il suo rendimento.
Leonardo Candellone Voto 7,5
Una stagione da vero leader, dentro e fuori dal campo. Candellone ha incarnato lo spirito della squadra, lottando su ogni pallone con la fascia al braccio e trascinando i compagni con l’esempio. Il voto alto premia non solo la qualità delle sue prestazioni, ma soprattutto lo spessore umano e caratteriale. Nel momento di massimo splendore, un brutto infortunio lo ha messo KO sul più bello, ma da vero guerriero ha bruciato le tappe per tornare a dare il suo contributo nel finale di stagione.
All Ignazio Abate Voto 9
Il vero capolavoro della stagione porta la sua firma. Ignazio Abate si è presentato con la dote più rara e preziosa nel calcio moderno: l’umiltà. Senza proclami, mettendosi al servizio del gruppo, ha lavorato giorno dopo giorno per disegnare una vera e propria macchina perfetta. Il risultato? Una squadra corta, organizzata, solida, capace però di esprimere un calcio moderno, propositivo e spumeggiante, che ha fatto divertire il pubblico e riempito di entusiasmo gli spalti.


