Affermare che Unai Emery abbia dato scacco matto in cinque finali di Europa League rispecchia in modo fedele e matematico la realtà. Sul palcoscenico di Istanbul, il tecnico di Hondarribia ha aggiunto l’ennesima corona alla sua collezione personale, guidando l’Aston Villa a un trionfo storico. Per il club di Birmingham si tratta di una liberazione: un titolo europeo atteso ben 44 anni, dal leggendario trionfo in Coppa dei Campioni del 1982.
La bacheca del mago basco — noto per la sua viscerale passione per gli scacchi, gioco che usa quotidianamente per allenare la mente e la concentrazione strategica applicata al calcio — rasenta ormai la leggenda. Cinque trionfi personali su sei finali disputate, un record assoluto per la competizione.
La mappa del tesoro di Emery
La straordinaria epopea europea di Emery attraversa tre club differenti, legati da una curiosa coincidenza nominale o geografica:
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Il triplete con il Siviglia (2014, 2015, 2016): Al timone del club andaluso (il Sevilla in lingua originale), Emery scrive le prime tre memorabili pagine della sua striscia vincente, dominando la competizione per tre anni consecutivi.
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L’impresa con il Villarreal (2021): La quarta sinfonia arriva guidando il “Sottomarino Giallo”. Un miracolo sportivo indissolubilmente legato alla piccola comunità di Vila-real, la cittadina che ospita il club.
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Il capolavoro Aston Villa (2026): La quinta gemma arriva in Inghilterra. Nel secco 3-0 rifilato ai tedeschi del Friburgo nella finale di Istanbul, Emery certifica la rinascita totale dei Villans, riportandoli nell’élite del calcio continentale.
Con l’ennesima mossa da grande maestro, Unai Emery ha dimostrato ancora una volta che quando si parla di Europa League, la scacchiera del calcio europeo ha un solo, indiscusso Re.


