Finisce nel modo più clamoroso, ma con la bacheca piena, l’era di Antonio Conte all’ombra del Vesuvio. Dopo due stagioni intense, passionali e soprattutto vincenti, il tecnico salentino e il Napoli si separano. Un addio che scuote la piazza ma che lascia una traccia indelebile nella storia recente del club azzurro: in appena ventiquattro mesi, il “Condottiero” ha riportato l’ordine, la fame e, soprattutto, altri due trofei da esporre orgogliosamente.
Due anni di metallo pregiato: Scudetto e Supercoppa
Arrivato con il compito di ricostruire dalle macerie e restituire una mentalità feroce a una squadra smarrita, Conte ha risposto nell’unico modo che conosce: vincendo.
Il capolavoro resta indubbiamente la conquista dello Scudetto, arrivato al termine di una cavalcata epica in cui l’allenatore ha plasmato il gruppo a sua immagine e somiglianza: solido, cinico, impossibile da abbattere. A suggellare il biennio d’oro è arrivata anche la Supercoppa Italiana, l’ennesima dimostrazione della capacità del tecnico di non sbagliare le partite dentro o fuori.Conte lascia da vincitore assoluto, preferendo fare un passo indietro nel momento di massimo splendore piuttosto che rischiare una stagione di dolorosa transizione.
Il presidente Aurelio De Laurentiis si trova ora davanti al più classico dei bivi cinematografici: come si sostituisce un vincente seriale? I tifosi, ancora frastornati dalla notizia, salutano l’uomo che ha ridato dignità e sogni di gloria al popolo partenopeo. Il Napoli saluta il suo sergente di ferro. L’eredità è pesante, il futuro è un’incognita, ma la storia scritta in queste due stagioni rimarrà per sempre scolpita nella pietra azzurra.


