Il cielo è azzurro sopra Berlino!


La finale contro la Francia è un dramma teatrale in piena regola. Inizia nel peggiore dei modi: rigore per i francesi e cucchiaio di Zidane che bacia la traversa ed entra. Ma quell’Italia ha un cuore d’acciaio. Ci pensa Marco Materazzi, l’uomo del destino di quel Mondiale, a pareggiare i conti con uno stacco imperioso su calcio d’angolo.

I tempi regolamentari e i supplementari sono una battaglia di nervi e resistenza. C’è il miracolo di Gigi Buffon sul colpo di testa a botta sicura di Zidane, e poi l’episodio che cambia la storia: la testata dello stesso Zidane a Materazzi e il conseguente cartellino rosso.

Si va ai calci di rigore, il nostro storico tabù. Questa volta, però, lo sguardo degli Azzurri è glaciale. Segnano tutti: Pirlo, Materazzi, De Rossi, Del Piero. Trezeguet stampa il suo tiro sulla traversa. L’ultimo rigore tocca a Fabio Grosso, l’eroe inaspettato di quel mese. Rincorsa, sinistro sotto l’incrocio e il grido di Fabio Caressa che risuona ancora nelle orecchie di tutti: “Campioni del Mondo! Campioni del Mondo!”

I Simboli di un Trionfo Leggendario

Quel Mondiale non è stato solo una vittoria, è stato un mosaico di momenti iconici:

  • Il “Muro” Fabio Cannavaro: Un Mondiale monumentale del capitano, che quell’anno vincerà meritatamente il Pallone d’Oro. Praticamente invalicabile, una macchina perfetta in anticipo e chiusura.

  • La semifinale contro la Germania: Un 2-0 ai supplementari contro i padroni di casa che resta forse la partita più bella della storia recente azzurra. Il gol di Grosso con l’urlo alla Tardelli e il contropiede perfetto sigillato da Alessandro Del Piero.

  • Marcello Lippi e il Gruppo: Nel bel mezzo della tempesta mediatica di Calciopoli, Lippi è riuscito a isolare la squadra, creando un gruppo granitico in cui tutti, dai titolari alle riserve, si sentivano indispensabili (mandò in gol ben 10 giocatori diversi).

“Il cielo è azzurro sopra Berlino!”

L’Italia del 2006 non era forse la squadra più spettacolare del torneo, ma è stata senza dubbio la più forte mentalmente, la più unita e la più solida (solo due gol subiti in tutto il torneo: un autogol e un rigore). Una vittoria arrivata con la forza del collettivo, che ha unito un intero Paese in un’estate magica e irripetibile.

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