Un terzo posto blindato, quota 73 punti in classifica e, soprattutto, il passaporto timbrato per il ritorno nell’Europa che conta davvero. La stagione della Roma si chiude con un bilancio ampiamente positivo, fotografato da un voto che è anche un destino: un 7 pieno, come il nome del progetto e la solidità dimostrata in campionato.
La ricetta del Gasp: cinismo e solidità
Niente fronzoli, tanta sostanza. La Roma di Gian Piero Gasperini ha costruito il suo successo su fondamenta d’acciaio, smentendo chi pensava che il tecnico faticasse a esportare il suo calcio fuori da Bergamo. I giallorossi si sono rivelati una macchina:
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Pragmatica: capace di leggere i momenti della partita e colpire a colpo sicuro.
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Cinica: spietata sotto porta, capitalizzando al massimo le occasioni create.
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Estremamente solida: un blocco difensivo e di centrocampo difficile da scardinare per chiunque.
Gasperini ha saputo plasmare il gruppo a sua immagine e somiglianza, trovando la quadra perfetta per una corsa Champions senza reali flessioni.
Il fattore di gennaio: l’impatto devastante di Malen
Se la struttura della squadra era già solida, la svolta decisiva per blindare il terzo posto è arrivata dal mercato di riparazione. L’innesto di Donyell Malen a gennaio si è rivelato un capolavoro assoluto.
L’attaccante olandese non ha avuto bisogno del classico periodo di ambientamento: si è preso la Roma sulle spalle fin dal primo giorno, portando freschezza, gol pesanti e quella imprevedibilità che ha spiazzato le difese avversarie nella seconda metà di stagione. Un impatto benissimo, per usare un eufemismo.
L’Europa dei grandi è di nuovo realtà
I 73 punti finali sono il giusto premio per una squadra che non ha mai perso la bussola. La Roma si riprende il palcoscenico della Champions League con la consapevolezza di aver trovato un’identità forte e una guida tecnica capace di fare la differenza. L’Europa che conta è tornata, e questa Roma ha tutta l’intenzione di rimanerci.


