ll Como ha preso la Serie A, l’ha ribaltata e ha stampato sui libri di storia un’impresa che resterà scolpita nel tempo: un quarto posto epico con 71 punti e la qualificazione aritmetica alla prossima Champions League.Non è solo un traguardo storico; è un autentico terremoto nelle gerarchie del calcio italiano, con i lariani capaci di mettersi alle spalle colossi del calibro di Milan e Juventus.
Definire “fantastico” il cammino del Como rischia di essere riduttivo. La squadra non si è limitata a vincere, ha incantato. Il pass per l’Europa dei grandi è arrivato attraverso una precisa identità filosofica: un calcio offensivo spettacolare, coraggioso, quasi sfrontato su ogni campo.
Giganti abbattuti
La vera meraviglia di questa stagione risiede nella costanza. Finire davanti a squadre nate e strutturate per vincere lo scudetto come i bianconeri e i rossoneri non accade per caso. Il Como ha dimostrato che la programmazione societaria e la qualità del gioco espressa sul rettangolo verde possono colmare qualsiasi gap economico. C’è una nuova e splendida realtà nel calcio d’élite europeo, e ha i colori del lago. Nel frattempo, la città festeggia un traguardo che, fino a pochi mesi fa, sembrava pura fantascienza.


