Si è spento dopo quasi quattro mesi di ricovero all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia l’uomo rimasto gravemente ferito nel corso di una violenta aggressione avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 febbraio scorso in un’abitazione di via Martucci.
Con il decesso della vittima, il quadro giudiziario della vicenda cambia radicalmente: per il fratello, già detenuto nel carcere di Poggioreale, l’accusa passa da tentato omicidio a omicidio volontario.
La lite in casa
Secondo quanto emerso dalle indagini, l’aggressione sarebbe maturata al culmine di una lite legata a questioni ereditarie.
I due fratelli vivevano nella stessa abitazione appartenuta ai genitori scomparsi e, stando agli accertamenti investigativi, il contrasto sarebbe degenerato fino alla violenta aggressione.
L’uomo sarebbe stato colpito più volte con una sedia di metallo, riportando gravissime lesioni alla testa.
Il tentativo di proteggere il fratello
Dopo il ferimento, la vittima si era presentata al pronto soccorso sostenendo di essere caduta accidentalmente.
Una versione che aveva inizialmente cercato di allontanare i sospetti dal fratello.
Le intercettazioni decisive
Le successive indagini, però, avrebbero permesso di ricostruire una realtà diversa.
In particolare, le intercettazioni ambientali effettuate dagli investigatori avrebbero fatto emergere elementi ritenuti decisivi per accertare la responsabilità dell’aggressione e portare all’arresto del quarantenne.
Attesa per l’autopsia
Nelle prossime ore l’autorità giudiziaria potrebbe disporre l’autopsia sul corpo della vittima per chiarire definitivamente le cause del decesso e consolidare il quadro probatorio nell’ambito dell’inchiesta.


