La splendida cornice della terrazza panoramica del Circolo Velico Stabia ha fatto da sfondo alla presentazione dell’ultimo libro di Giuseppe De Grado, dal titolo “Autopsia dell’io”. L’evento ha catturato l’attenzione e l’emozione di un pubblico numeroso e partecipe, trasformando la serata in un autentico momento di profonda riflessione culturale.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali del Presidente del Circolo, Giuseppe Esposito, che ha fatto gli onori di casa manifestando l’orgoglio del Circolo nel ospitare iniziative di così alto spessore intellettuale.A condurre il cuore della serata è stato Catello “Lino” Di Capua, Responsabile alla cultura del Circolo, che ha dialogato intensamente con l’autore. Di Capua ha guidato i presenti attraverso i meandri di un racconto intessuto di fragilità umana, affrontato con rara poesia, acume psicologico e grande coraggio.

Il volume si arricchisce inoltre delle splendide illustrazioni curate da Roberta Lanzi. Durante la serata, l’opera ha preso vita grazie anche al contributo di Andrea Notarnicola, che ha letteralmente coinvolto il pubblico leggendo ad alta voce alcuni dei passaggi più significativi del libro.
A rendere l’atmosfera ancora più magica e suggestiva sono stati i sottofondi musicali curati dalla “Sian Beach Band“, formazione composta da Mauro Moccia, Roberto Marcantonio e Ren Mc Philip, le cui note hanno accompagnato perfettamente il flusso delle parole.
“Autopsia dell’io” si rivela un libro capace di curare e, allo stesso tempo, interrogare l’anima. Per dirla con le parole del grande Franco Battiato, l’opera si configura come un vero e proprio “Invito al viaggio”:
“Ascolta nel fondo dell’ombra
Una visione ti viene incontro
Un giorno senza tramonto
Le voci si faranno presenze”
Un invito, quello di Giuseppe De Grado, a non temere le proprie ombre per riscoprire la propria luce.


