Arriva la prima sentenza nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sorrento”. Il gup del Tribunale di Torre Annunziata, al termine del giudizio abbreviato, ha condannato Francesco Di Maio a quattro anni e due mesi di reclusione per il reato di induzione indebita.
Di Maio, giornalista, collaboratore e componente dello staff personale dell’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola, era stato arrestato in flagranza insieme all’allora primo cittadino il 21 maggio 2025, subito dopo la consegna di 6mila euro in contanti da parte di un imprenditore.
L’inchiesta sugli appalti
Secondo quanto emerso dalle indagini, il denaro sarebbe stato versato in relazione all’affidamento dell’appalto per il servizio di refezione scolastica del Comune di Sorrento, dal valore complessivo di oltre 4,5 milioni di euro.
Gli investigatori hanno accertato che, fino al 20 maggio 2025, l’imprenditore avrebbe corrisposto a Coppola, direttamente o tramite Di Maio, una somma complessiva di 66mila euro.
Il secondo appalto contestato
Le indagini hanno inoltre ricostruito un ulteriore episodio legato all’aggiudicazione di un altro appalto comunale, relativo al servizio di ottimizzazione e miglioramento dell’asilo nido per il triennio scolastico 2022-2025.
Per questa vicenda, secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe versato a Coppola e Di Maio, in più tranche, una somma complessiva di 50mila euro.
La sentenza del gup
La condanna riguarda entrambi gli episodi contestati di induzione indebita. Di Maio ha ammesso gli addebiti e ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, ottenendo così la riduzione di un terzo della pena.
Il giudice gli ha inoltre riconosciuto le attenuanti generiche. La Procura aveva chiesto una condanna a quattro anni di reclusione.


