C’è un paradosso sottile che attraversa tutta la vita e la carriera di Ivan Provedel. Un ossimoro vivente, cresciuto con il vizio del gol ma con l’ossessione di doverli evitare. Oggi che la sua parabola lo ha portato sul tetto del calcio italiano, la sua storia somiglia a un romanzo d’appendice, dove ogni capitolo sembra scritto dal destino. L’ultimo, in ordine di tempo, è il coronamento del sogno di quel bambino che a sei anni si innamorò delle prodezze di Francesco Toldo a Euro 2000: Ivan Provedel è un nuovo giocatore dell’Inter.
Il cerchio si chiude. Ma per capire come si sia arrivati a questo punto, bisogna tornare indietro, sui campi di provincia del Friuli.
L’ultimatum a 15 anni: “O gioco in porta o smetto”
Nato a Pordenone il 17 marzo 1994, ultimo di sei fratelli, Ivan cresce in una famiglia dalle radici italo-russe. La madre gli trasmette un legame profondo con la Russia, paese in cui i suoi nonni – ironia della sorte – erano vicini di casa della leggenda Lev Yashin. Un indizio che il destino aveva già seminato, ma che Ivan impiegherà qualche anno a raccogliere.
Da ragazzino, infatti, Provedel gioca in attacco. E segna, eccome se segna. Prima a Visinale, poi a Treviso, fino alle giovanili del Pordenone. Nella categoria Giovanissimi Regionali mette a segno ben 27 gol in una sola stagione. I numeri per fare l’attaccante ci sono tutti, ma nella sua testa c’è solo Toldo. Finita quella stagione da bomber, a 15 anni, Ivan pianta i piedi: “Gioco in porta o smetto”.
A scommettere su di lui è Renzo Zanet, preparatore dei portieri del Liapiave. È la svolta. Da quel momento inizia una scalata silenziosa e faticosa: le giovanili dell’Udinese nel 2010, il passaggio al Chievo nel 2013, e poi la gavetta dura in provincia tra Pisa, Perugia (dove esordisce in Serie B), Modena e Pro Vercelli.
Il vizio del gol e il record con Buffon
La Serie A arriva nel 2018 con l’Empoli, ma è dopo una retrocessione e il passaggio alla Juve Stabia che il suo nome fa il giro d’Italia. Il 7 febbraio 2020, contro l’Ascoli, Provedel si ricorda del suo passato da attaccante: sale in area nei minuti di recupero e firma un clamoroso gol di testa. È il primo grande squillo mediatico.
La sua maturazione tecnica e mentale (frutto anche di una personalità resiliente, studi al Liceo Scientifico e una passione per il pianoforte) si completa prima allo Spezia e poi, nel 2022, con il grande salto alla Lazio di Maurizio Sarri. A Roma vive una stagione da recordman assoluto: nel 2022/23 colleziona ben 21 clean sheet in campionato, eguagliando il primato storico di Gianluigi Buffon e Morgan De Sanctis, e venendo eletto Miglior Portiere della Serie A.
L’Europa si accorge definitivamente di lui il 19 settembre 2023. Al suo esordio in Champions League contro l’Atletico Madrid, con la Lazio sotto di un gol al 95′, Provedel si fionda nell’area avversaria e, con uno stacco da bomber di razza, firma l’incredibile 1-1. Diventa così il secondo portiere della storia a segnare su azione nella massima competizione europea.
Il cerchio si chiude: la chiamata dell’Inter
Dopo quattro stagioni intense e ricche di successi all’ombra del Colosseo, per Provedel è arrivato il momento del capitolo più romantico. La chiamata dell’Inter non è solo un traguardo professionale in un top club, ma la chiusura perfetta di un cerchio iniziato 26 anni fa davanti alla tv, guardando un gigante con la maglia numero 1 respingere rigori agli Europei.
Ivan Provedel sbarca a Milano per difendere quella stessa porta che fu del suo idolo Francesco Toldo. Con i guanti ben saldi alle mani, la costanza dei grandi professionisti e, sotto la maglia, quel mai assopito istinto del bomber. Una nuova storia nerazzurra è tutta da scrivere.


