La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi della difesa contro l’inammissibilità della richiesta di revisione della sentenza: diventa così definitiva la confisca della Sonrisa, la struttura ricettiva di Sant’Antonio Abate conosciuta come “Castello delle Cerimonie”. La decisione incide direttamente sul futuro del complesso e sulle persone che vi lavorano.
Respinti i ricorsi
La quarta sezione penale della Cassazione ha confermato l’inammissibilità della richiesta di revisione, chiudendo il procedimento esaminato dalla Suprema Corte.
La pronuncia è arrivata nonostante la richiesta congiunta di annullamento formulata dall’accusa e dalla difesa, secondo quanto riferito dal collegio difensivo della famiglia Polese.
Attese le motivazioni
Le ragioni della decisione saranno rese note con il deposito delle motivazioni. L’avvocato Dario Vannetiello ha sottolineato che il verdetto ha disatteso le aspettative della vigilia.
La vicenda aveva suscitato forte attenzione anche per le conseguenze occupazionali, con iniziative pubbliche promosse dai lavoratori e richieste di tutela per le famiglie coinvolte.
Un altro ricorso
Secondo il legale, la vicenda giudiziaria non sarebbe ancora conclusa. In Cassazione risulta infatti pendente un altro ricorso finalizzato a ottenere la revoca della confisca, fondato su una motivazione giuridica diversa.
Vannetiello sostiene inoltre che la confisca dovrebbe essere annullata perché deriverebbe da una prova ritenuta falsa dalla difesa. Si tratta di una posizione che dovrà essere valutata nel procedimento ancora pendente.


