I Duran Duran trasformano la Reggia di Caserta in un tempio del pop rock mondiale davanti a oltre 10.000 spettatori adoranti.
La storica band britannica guidata da Simon Le Bon regala una notte magica fondendo nostalgia anni ’80 e modernità sonora.
Il Line-Up sul palco è:
Simon Le Bon, voce
John Taylor al basso
Nick Rhodes alle tastiere
Roger Taylor alla batteria
Dom Browne alle chitarre
Simon Willescroft al sassofono e le coriste Anna Ross e Rachael O’ Connor
La Notte di Caserta
Il palco sorge maestoso nel cuore dei giardini reali creando un contrasto visivo spettacolare tra monumenti storici e luci d’avanguardia.
I fan arrivano da ogni parte d’Italia fin dalle prime ore del mattino per accaparrarsi i posti migliori transennati sotto il palco, l’atmosfera è vibrante, carica di un’attesa elettrica che si taglia con il coltello mentre il sole tramonta dietro la Reggia.
Alle ore 21:30 precise le luci si spengono e un boato assordante accoglie l’ingresso dei quattro pionieri del synth-pop britannico, con Simon Le Bon che appare in forma smagliante con una giacca blu con palme awaiane bianche e camicia nera brillantinata, con la sua voce graffiante che sfida il passare degli anni.
Nick Rhodes alle tastiere tesse le solite tele ipnotiche dispensando suoni futuristici che hanno fatto la storia della musica mondiale, mentre John Taylor al basso detta un ritmo indiavolato e pulsante muovendosi sul palco con il carisma intatto dei tempi d’oro sfidando e duettando con Dom Browne alle chitarre che sostituisce Andy Taylor ( altro storico fondatore del gruppo) purtroppo indisponibile per problemi di salute ed infine ma il perno del ritmo dei Duran Duran, Roger Taylor dietro i tamburi picchia con precisione millimetrica garantendo una spinta ritmica costante e potente a ogni singolo brano.
Come in tutti gli altri concerti, servizio d’ordine impeccabile, educati ma severi, fino a quando hanno potuto trattenere tutti seduti ad vedere ed ascoltare un concertone, ma il ritmo è stato troppo imponente e coinvolgente così che Simon Le Bon e la sua band hanno fatto ballare tutti.
La Scaletta
Il concerto si apre con un classico intramontabile che fa saltare immediatamente l’intero parterre della monumentale location campana, IS THERE SOMETHING
I primi accordi scatenano l’euforia collettiva ma già sulle note di WILD BOYS, la platea si trasforma in una pista da ballo a cielo aperto sotto le stelle.
La band non concede tregua e inanella una serie impressionante di successi mondiali tratti dalla loro lunghissima e fortunata carriera, oltre un’ora e mezza di concerto non stop con brani storici che si alternano alle tracce più recenti dimostrando una freschezza compositiva che pochissimi gruppi della loro epoca possiedono.
Il pubblico canta ogni singola parola creando un’armonia perfetta tra la band sul palco e i sostenitori sottostanti e Simon Le Bon dialoga spesso con la folla in un italiano accattivante ringraziando la città per la calorosa e straordinaria accoglienza ed il parterre risponde con un calore tipicamente meridionale impressionando gli stessi musicisti che sorridono complici tra un pezzo e l’altro.
I giochi di luce e i video proiettati sui mega schermi arricchiscono lo spettacolo visivo rendendolo un evento indimenticabile.
Il Finale Travolgente
Nessuno riesce a stare seduto e anche le tribune improvvisate ballano a ritmo seguendo le celebri linee di basso di Taylor, le canzoni più ballabili del repertorio trascinano l’evento verso un finale epico che rimarrà impresso nella storia dei concerti casertani.
Il bis è un’esplosione di energia pura, SAVE A PRAYER e RIO eseguiti con una grinta degna di una band di ventenni.
I Duran Duran salutano Caserta abbracciati sul fronte del palco mentre i diecimila spettatori tributano loro una standing ovation infinita.
La scaletta completa:
- Is There Something I Should Know?
- The Wild Boys
- A View to a Kill
- Hungry Like the Wolf
- INVISIBLE
- Lonely in Your Nightmare / Super Freak
- The Reflex
- Ordinary World
- Come Undone
- New Moon on Monday
- The Chauffeur
- Notorious
- Free to Love
- White Lines (Don’t Don’t Do It)
- Planet Earth
- Reach Up for the Sunrise
- Girls on Film / Psycho Killer
- Save a Prayer
- Rio
Gallery a cura di Giovanni Esposito Ph


