Un colpo di scena destinato a ridisegnare i vertici strutturali e programmatici del calcio italiano. Con una nota ufficiale intrisa di legittima soddisfazione, il Presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha annunciato l’ingresso nei ranghi federali di Paolo Maldini in qualità di nuovo Direttore Tecnico della Federazione.
La leggenda del calcio mondiale e storico capitano azzurro non sarà sola in questa monumentale sfida: ad affiancarlo ci sarà Leonardo, che assumerà il ruolo strategico di Advisor e consulente personale del neo DT. Una coppia collaudata, sinonimo di competenza tecnica e respiro internazionale, che si ricompone con l’obiettivo comune di rilanciare l’intero movimento.
A Paolo Maldini, inoltre, il Presidente Malagò ha deciso di affidare la prestigiosa presidenza del Club Italia, l’organismo che coordina la gestione logistica e organizzativa di tutte le rappresentative nazionali. Si tratta di una concentrazione di deleghe tecniche senza precedenti recenti, volta a dare un’impronta forte e un’identità chiara all’intero sistema.
“Maldini è stato da sempre il mio obiettivo”, ha dichiarato apertamente il presidente federale. “Ho pensato subito che potesse essere la persona giusta per sovrintendere il settore tecnico della FIGC, un ruolo che non implica solo la gestione della Nazionale maggiore, ma che abbraccia tutta la filiera delle Nazionali Giovanili”.
Il numero uno della FIGC ha poi rivelato i retroscena di una trattativa lampo, ma densa di contenuti, svoltasi lontano dai riflettori nelle ultime settimane: «In quattordici giorni abbiamo analizzato minuziosamente tutti i progetti, entrando nello specifico di ogni singola area. Paolo ha manifestato sin dal primo istante un entusiasmo contagioso. Mi ha espresso immediatamente il desiderio di coinvolgere Leonardo in qualità di consulente, una proposta che ho accolto con assoluto favore poiché nutro una stima profonda verso il manager brasiliano».
Secondo la visione di Malagò, Maldini e Leonardo rappresentano «due facce della stessa medaglia», una sinergia perfetta per un programma a lungo termine. L’orizzonte temporale fissato è infatti di quattro anni: un mandato forte e programmatico che dovrà traghettare l’Italia attraverso il prossimo Campionato Europeo e porre le basi per il grande appuntamento del Mondiale 2030.


