Città del Messico, Stadio Azteca. Quarti di finale della Coppa del Mondo. Davanti a oltre centomila spettatori, l’Argentina del CT Carlos Salvador Bilardo strappa il pass per la semifinale battendo l’Inghilterra per 2-1. Una partita destinata a rimanere scolpita per sempre nella storia del calcio, dominata in tutto e per tutto dal genio assoluto, e a tratti diabolico, di Diego Armando Maradona.
I Protagonisti in Campo
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ARGENTINA: Pumpido; Ruggeri, Cuciuffo, Brown, Olarticoechea; Batista, Enrique, Giusti; Burruchaga, Maradona, Valdano. All. Carlos Bilardo.
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INGHILTERRA: Shilton; G. M. Stevens (75′ Barnes), Fenwick, Butcher, Sansom; Steven, Hoddle, Hodge, Reid (65′ Waddle); Lineker, Beardsley. All. Bobby Robson.
Primo Tempo: Studio e Fiammate
L’avvio è di marca argentina. Diego Armando Maradona scalda subito i guanti di Shilton con una punizione insidiosa, sporcata dalla barriera e disinnescata dal portiere inglese. Al 12′ risponde l’Inghilterra: un lancio profondo pesca Beardsley che approfitta di una disattenzione della retroguardia albiceleste, ma calcia sull’esterno della rete a Pumpido battuto.
Alla mezz’ora è ancora il “Diez” a rendersi pericoloso su calcio piazzato dal limite della lunetta, sfiorando il palo. Poco prima dell’intervallo, un’ennesima invenzione di Maradona libera Cuciuffo in area, ma la conclusione del difensore è da dimenticare. Le squadre vanno al riposo sullo 0-0, in perfetto equilibrio.
Secondo Tempo: Quattro Minuti di Follia e Poesia
La ripresa si trasforma in un film per cuori forti. Nel giro di quattro minuti, il destino del match (e della storia del calcio) cambia per sempre.
51′ – La “Mano de Dios” (1-0)
Maradona semina il panico centralmente, saltando i difensori inglesi come birilli. Tenta il triangolo con Valdano, ma il centrocampista inglese Hodge interviene in modo maldestro, alzando un campanile all’indietro verso la propria area. Shilton esce in anticipo, ma Maradona vola in cielo e, con un tocco impercettibile, lo anticipa spedendo la palla in rete.
L’Inghilterra esplode in vibranti proteste contro l’arbitro tunisino Bennaceur, reclamando un netto fallo di mano. I replay televisivi daranno ragione ai “Tre Leoni”: Diego ha colpito con il pugno sinistro chiuso vicino alla testa. È il gol che passerà alla storia come la Mano de Dios.
55′ Il Gol del Secolo (2-0)
Mentre gli inglesi sono ancora storditi dal giallo del primo gol, Maradona decide di ripulire la sua tela e dipingere il capolavoro assoluto. Riceve palla a centrocampo, si gira su se stesso e parte in velocità. Salta Reid e Beardsley, accelera palla al piede superando Butcher e Fenwick, entra in area, salta anche Shilton a terra e deposita in rete. Un gol semplicemente inconcepibile, sessanta metri di pura estasi calcistica che riscrivono le leggi della fisica e del gioco.
L’Orgoglio dei Tre Leoni e il Finale Thriller
L’Inghilterra barcolla ma non cade. Hoddle impegna seriamente Pumpido su punizione, poi Bobby Robson si gioca la carta John Barnes. La mossa si rivela azzeccatissima: l’esterno mette a ferro e fuoco la fascia sinistra.
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All’81’ proprio Barnes pennella un cross perfetto per la testa di Gary Lineker, che fa 2-1 e riapre incredibilmente i giochi.
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All’89’ si materializza il dramma per l’Argentina: Barnes sfonda ancora e crossa teso sul secondo palo. Lineker si avventa sulla sfera a porta vuota, ma la difesa argentina compie un miracolo disperato, anticipando il bomber di Leicester a un millimetro dalla linea di porta.
È l’ultimo sussulto. Al triplice fischio esplode la festa argentina. La Selección vola in semifinale trascinata dal suo leader indiscusso, autore di una doppietta che unisce in soli quattro minuti la furbizia della strada e l’onnipotenza del genio.


