Niente accordo sulla pena per l’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola e per Raffaele Guida, noto come “Lello il Sensitivo”. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata, Maria Ausilia Sabadino, ha ritenuto non congrui i cinque anni concordati tra Procura e difese.
Il primo procedimento nato dall’inchiesta sul presunto sistema di corruzione negli appalti pubblici del Comune di Sorrento proseguirà quindi con il rito abbreviato. La prima udienza è stata fissata a ottobre.
Accordo sulla pena respinto
La decisione è arrivata dopo circa sei ore di camera di consiglio. Il giudice ha respinto il patteggiamento richiesto per entrambi gli imputati, aprendo la strada al rito abbreviato indicato in via subordinata dai loro difensori.
Il procedimento sarà deciso allo stato degli atti. In caso di eventuale condanna, il rito prevede una riduzione di un terzo della pena.
Le accuse a Coppola
L’ex sindaco deve rispondere di dieci episodi di corruzione, due contestazioni di turbativa d’asta, due di induzione indebita e un’accusa di peculato.
Le contestazioni di induzione indebita riguardano gli appalti per la refezione scolastica affidati alla cooperativa Prisma. L’ipotesi di peculato è invece collegata a presunte distrazioni di fondi destinati all’associazione “La Fenice”.
Secondo la Procura di Torre Annunziata, rappresentata dai sostituti Giuliano Schioppi e Matteo De Micheli, Coppola avrebbe avuto un ruolo centrale nel presunto meccanismo illecito.
La posizione di Guida
È stato respinto anche il patteggiamento di Raffaele Guida, indicato dagli inquirenti come uno degli intermediari del presunto sistema corruttivo.
Per l’accusa avrebbe fatto da tramite nella gestione delle tangenti sugli appalti pubblici. In alcune circostanze si sarebbe inoltre qualificato come “vicesindaco”, pur non ricoprendo alcun incarico istituzionale.
Guida era stato nominato nello staff del Comune nel 2022, incarico successivamente revocato.
Il processo a ottobre
Il procedimento rappresenta il primo filone giudiziario dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sorrento”. Le indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata si sono successivamente ampliate, coinvolgendo altri episodi e ulteriori posizioni.


