Ci sono date che restano scolpite nella memoria collettiva di una tifoseria, non tanto per il risultato finale, quanto per il loro immenso valore storico. Il 9 settembre 1951 è una di queste: per la prima volta nella sua storia, lo Stabia (questo il nome del club all’epoca) bagnava il suo storico esordio nel campionato di Serie B.
Una “prima” nobile ma d’esilio, giocata sul prato dello Stadio del Vomero a Napoli di fronte a una straordinaria cornice di oltre 8.000 spettatori, accorsi per spingere i gialloblù in questa nuova, entusiasmante avventura calcistica. L’avversario di giornata era il temibile Piombino, in un match diretto dal fischietto Maurelli di Roma.
Il film della partita: botta e risposta e il cinismo toscano
L’impatto con la nuova categoria si rivelò subito ruvido per i padroni di casa. Il Piombino, più cinico e spietato sottoporta, sbloccò la gara al 15′ grazie a Cozzolini. Lo Stabia non si perse d’animo e rispose presente, trovando il gol del momentaneo pareggio al 23′ grazie alla firma di Cereseto.
La gioia del pari durò tuttavia lo spazio di venti minuti: poco prima dell’intervallo, al 43′, ancora Cozzolini trovò la zampata della doppietta personale, mandando le squadre negli spogliatoi sull’1-2.
Nella ripresa, lo Stabia entrò in campo con il coltello tra i denti e al 58′ agguantò nuovamente il pareggio con una rete di Di Costanzo, facendo esplodere i cinquemila sostenitori di fede stabiese. Ma nel momento di massimo sforzo per completare la rimonta, salì in cattedra l’attaccante ospite Zucchinali. Con una doppietta letale, siglata prima al 65′ e poi all’88′, il centravanti toscano spense definitivamente le speranze di rimonta gialloblù, fissando il risultato sul definitivo 2-4.
Un debutto amaro nel punteggio, ma che segnò ufficialmente l’ingresso dello Stabia nel calcio che conta. Una partita che, a distanza di decenni, rimane la prima, romantica pietra miliare del cammino gialloblù in Serie B.


