Serena Brancale incanta l’Arena Flegrea il suo “Sacro Tour” diventa rito collettivo e Napoli ieri sera non ha fatto solo il pieno, ha cantato, ballato, pregato. Con 4500 persone sugli spalti dell’Arena Flegrea, Serena Brancale ha portato il suo Sacro Tour in una delle tappe più calde della stagione e l’ha trasformata in una messa laica, funk e orgogliosamente pugliese.
Alle 21:15 il palco si accende di luce bianca entra Serena, elegantissima in un attillato e scollato abito nero megafono in mano, insieme al corpo di ballo arriva al centro del palco ed inizia lo show. Niente fronzoli tecnologici, solo lei, la band e quella voce che passa dal jazz al soul al pop alla popolare tarantella pugliese, senza chiedere il permesso sopra un palco sobrio e luci essenziali.
Inizia subito con “Al mio paese”, brano estivo inciso con Levante e Delia e “La zia” poi suoni gitani e spagnoleggianti (“Il flamenco è la mia passione”) con “Besame Mucho”
La partenza è col botto e l’Arena è con lei al 100%, non è mancato un accorato e delicato omaggio a Peppino Di Capri con “Nessuno al mondo” e al maestro Tullio De Piscopo con “ Andamento lento” con prevalente esecuzione ritmica elettronica e la splendida voce di Serena.
L’Arena capisce che il concerto non sarà una scaletta, ma una liturgia. Il Sacro Tour è questo, portare la musica come fosse una preghiera moderna. Tra un brano e l’altro Serena racconta, ride, si arrabbia, parla di radici, di donne, di quanto sia difficile “restare veri” oggi. Quando attacca “Baccalà” l’intera Arena Flegrea si alza, cori, mani al cielo e quel groove che è il suo marchio; jazz contaminato, ritmi africani, testi che non hanno paura di essere profondi e ironici allo stesso tempo. Il momento dell’ospite che tutti aspettavano arriva a metà show, Samurai Jay.
Il rapper napoletano sale sul palco tra le urla dei fans più scatenati. Con Serena duetta su un brano inedito nato proprio per questo tour “ Disgraziata”, seduto accanto a lei sulle sedie rosse, affiancato dai suoi due chitarristi.
Tolte le sedie, si cambia registro, Serena Parla delle donne, della loro forza e con decisione si schiera per la PACE e dichiarando “Contro ogni oppressione, scegliamo sempre la pace”, parte “ Hasta Siempre” ed anche qui arriva un grandissimo consenso da parte di tutta l’Arena.
Poi Serena lascia la ribalta alla chitarrista e cantautrice Alessandra Tumolillo per un cambio d’abito, la talentuosa chitarrista napoletana si esibisce in un brano jazz-funk “Blackbird” ed un omaggio a Pino Daniele. La Brancale ritorna sulla scena in total white , splendida, siede al pianoforte per offrire al suo pubblico le emozioni di “Qui con me“, pezzo presentato all’ultimo Festival di Sanremo e dedicato alla madre
Passa dal pianoforte al microfono, si ferma a guardare il pubblico negli occhi, il finale è tutto per “Maria”, “Partenope” e “Stu Cafè”. Arriva l’ora dei saluti, Serena presenta la band ed il corpo di ballo, poi abbassa il microfono,le luci si spengono piano, resta solo il pubblico a reggere la melodia chiedendo il Bis che immancabilmente arriva.
E allora Serena Brancale chiude la serata con “Anema e Core “ e il reprise di “Al mio Paese”. Sipario alle 23:30 circa ma l’Arena si svuota piano, la gente si ferma, si scambia commenti sotto le stelle di Fuorigrotta.
Il tour estivo di Brancale, prodotto da Vivo Concerti e Isola degli Artisti, proseguirà mercoledì 17 a Capannori (Lu) per concludersi il 3 ottobre al PalaFlorio, nella sua Bari.


