Dal 18 al 26 luglio 2026 il Monte Faito tornerà a trasformarsi in un laboratorio culturale a cielo aperto. La diciannovesima edizione del Faito Doc Festival porterà sulla montagna oltre 50 film provenienti da più di 20 Paesi, insieme a registi internazionali, laboratori, mostre, musica, passeggiate e occasioni di confronto.
Fondato nel 2007 da Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro, il festival avrà come tema “Comunità”, scelto per interrogare il presente segnato da guerre, polarizzazioni, disinformazione e isolamento. Il documentario diventerà così uno strumento per attraversare confini geografici, culturali e sociali, dando spazio a esperienze umane lontane e spesso poco raccontate.
Cortometraggi senza confini
La competizione internazionale dei cortometraggi allargherà lo sguardo a migrazioni, diritti umani e resistenza, con produzioni provenienti da Europa, Africa, Medio Oriente e America Latina.
Musica e partecipazione
La Murga di Napoli porterà sul Monte Faito il ritmo della tradizione carnevalesca sudamericana, nata come voce collettiva di strada. La performance coinvolgerà il pubblico in un corteo tra musica, danza, colori e partecipazione.
Circa la metà delle proiezioni sarà accompagnata da registi, produttori e protagonisti, creando occasioni dirette di dialogo con gli spettatori.
Formazione per gli autori
Il programma comprende il quinto “Pitching Faito Doc – Ali per la Creazione”, realizzato con SABAM, SCAM e ZaLab e con il patrocinio della SIAE.
Sei autori e autrici selezionati svilupperanno i propri progetti con il supporto di professionisti del settore. L’iniziativa sarà una residenza di scrittura e sviluppo, pensata per favorire lo scambio tra nuove generazioni e figure già affermate nel cinema documentario.
Gli operatori del settore potranno inoltre partecipare a un incontro con Noël Magis, direttore di screen.brussels, dedicato alle opportunità internazionali di sviluppo e sostegno alle produzioni.
Attività per famiglie
Tornerà “Docs for Kids”, la rassegna dedicata ai bambini e alle famiglie, insieme agli appuntamenti con il cinema muto accompagnato dalla musica.
Proseguirà anche la collaborazione con il Centro terapeutico-riabilitativo Il Camino, coinvolto in una delle giurie e nella realizzazione della scenografia “Una Comunità in Cartapesta”. Il laboratorio, curato da Anna Pallotta, unirà creatività, inclusione e partecipazione.
Cinque giurie valuteranno le opere, coinvolgendo professionisti internazionali, giovani, residenti del centro Il Camino, partecipanti del Faito Doc Camp e ragazzi dell’associazione Il Melograno APS – Circolo Legambiente Penisola Sorrentina.
Arte dentro il bosco
Il festival proporrà mostre fotografiche e artistiche dedicate alle comunità e ai territori. Saranno esposti i lavori di Salvatore De Stefano, Thérèse Di Campo e Alessia Capasso, insieme alle opere di Franco Massa, Sophie Veys, Max Hermosillo, Dom Cuomo e Nayla Martinez.
Il cuore della manifestazione resterà la Casa del Cinema, il tendone immerso nel bosco che ospiterà proiezioni e incontri.
Attorno sorgerà il Faito Doc Camp, realizzato con l’associazione Gli Amici della Filangieri: uno spazio condiviso da spettatori, artisti, studenti e volontari, con attività artistiche, yoga e meditazione guidate da Annamaria De Gennaro e Bernard Stevens.
Passeggiata verso Pimonte
Nel programma rientreranno passeggiate naturalistiche, concerti e performance. La chiusura sarà affidata a una camminata dal Monte Faito a Pimonte, dove il pubblico potrà conoscere le specialità gastronomiche locali e assistere a un concerto di musicisti pimontesi.
Sono previsti anche incontri con SOS Mediterraneo, Spartak di Napoli, Oltre il Guscio e l’associazione “Una e centomila”, impegnata contro il femminicidio.
Per nove giorni il Faito Doc Festival unirà cinema, arte, natura e relazioni umane, trasformando la montagna in una comunità temporanea fondata sull’ascolto, sul confronto e sulla partecipazione.


