Maxi sequestro Superbonus, coinvolto il patron della Juve Stabia


Un sequestro preventivo da 14.550.450 euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine della Procura di Napoli Nord su crediti fiscali che, secondo l’accusa, sarebbero stati generati indebitamente attraverso le agevolazioni del Superbonus 110%.

Il provvedimento riguarda anche il complesso aziendale e le quote della Domus s.r.l. e della Gold s.r.l. La Domus, riconducibile ad Alfredo Guerri, risulta proprietaria della Juve Stabia, società calcistica acquisita circa un mese fa e attualmente sottoposta ad amministrazione giudiziaria.

Il decreto di sequestro

Il decreto è stato eseguito dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli in relazione all’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

La comunicazione del provvedimento è stata trasmessa anche al procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e al procuratore distrettuale di Napoli Nicola Gratteri, per assicurare il coordinamento con il Tribunale delle Misure di Prevenzione di Napoli.

Le società coinvolte

Tra i beni interessati dal sequestro figurano crediti fiscali, il complesso aziendale e le quote di Domus s.r.l. e Gold s.r.l.

La Domus è la società attraverso la quale Guerri ha acquisito la Juve Stabia s.r.l., club che milita in Serie B. Il raccordo tra le autorità riguarda proprio la gestione giudiziaria già in corso della società calcistica.

L’ipotesi investigativa

Le indagini sono state condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Giugliano in Campania.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il rappresentante legale della società incaricata da diversi condomìni avrebbe operato come general contractor per interventi di ristrutturazione ammessi alle agevolazioni previste dal Decreto Rilancio.

Pur senza aver avviato i lavori proposti, secondo l’accusa avrebbe emesso le fatture e prodotto, con la collaborazione di tecnici ritenuti compiacenti, le asseverazioni relative agli stati di avanzamento.

I crediti d’imposta

Il rappresentante dell’impresa avrebbe inoltre trasmesso le pratiche di efficientamento energetico attraverso il portale dell’ENEA.

Dopo l’acquisizione del visto di conformità, la documentazione sarebbe stata inviata all’Agenzia delle Entrate, che avrebbe generato i crediti d’imposta nei cassetti fiscali dei condomìni in assenza dei presupposti richiesti.

I crediti sarebbero stati quindi ceduti all’impresa riconducibile all’indagato e successivamente monetizzati attraverso ulteriori cessioni a istituti di credito e ad altri soggetti giuridici.

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