Pompei – L’Anfiteatro degli Scavi si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate musicale. Questa sera, venerdì 24 luglio 2026, il palco della rassegna BOP – Beats of Pompeii ospiterà Charlie Puth, cantautore, produttore e polistrumentista statunitense, protagonista del “Whatever’s Clever! World Tour”, il nuovo progetto live che segna una tappa importante della sua carriera internazionale.
Nominato quattro volte ai GRAMMY Awards e una volta ai Golden Globe, Charlie Puth arriva a Pompei con quello che lui stesso ha definito il tour più complesso e ambizioso mai realizzato, accompagnato da una band di altissimo livello e da una produzione studiata per valorizzare ogni sfumatura del suo repertorio.
Ad aprire la serata sarà Bradley Simpson, annunciato come special guest, pronto a scaldare il pubblico prima dell’ingresso sul palco della popstar americana.
Il concerto si inserisce nel cartellone di BOP – Beats of Pompeii, il festival che dal 24 giugno al 27 luglio ha trasformato il suggestivo Anfiteatro degli Scavi in un grande palcoscenico internazionale, capace di mettere in dialogo musica, cultura e storia. Un programma trasversale che ha visto alternarsi artisti come Claudio Baglioni, Coez, Pat Metheny, Vinicio Capossela, Riccardo Muti, confermando Pompei come uno dei luoghi simbolo della musica dal vivo.
Charlie Puth a Pompei, un concerto che promette emozioni e grandi successi
Con oltre 35 miliardi di stream a livello mondiale e un palmarès che comprende quattro dischi di platino e due dischi d’oro conquistati in Italia, Charlie Puth porterà sul palco alcuni dei brani che hanno segnato la sua carriera. Il pubblico potrà rivivere il successo di hit internazionali come “Attention”, “We Don’t Talk Anymore”, “See You Again” e “One Call Away”, in uno spettacolo che si annuncia come uno dei momenti più significativi dell’edizione 2026 di Beats of Pompeii.
La cornice senza tempo dell’Anfiteatro pompeiano si prepara così a ospitare un nuovo incontro tra la grande musica internazionale e uno dei siti archeologici più iconici del mondo, confermando la vocazione del festival a trasformare ogni concerto in un’esperienza che unisce spettacolo, memoria e bellezza.


