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Il Vaticano chiede a Don Antonio Loffredo di farsi da parte e lasciare la gestione delle Catacombe ad una figura “di prestigio” che sarà scelta tra quelle proposte da alcune fondazioni che si occupano del Sud Italia.

Le ragioni di tali richieste derivano dal fatto che le Catacombe di San Gennaro rappresentano l’unico sito archeologico in Italia a non aver corrisposto al Vaticano quanto avrebbe dovuto.

Il sito archeologico oggi incassa, dalla vendita dei biglietti delle visite, circa 600mila euro l’anno. Di questi 380mila sono destinati agli stipendi di 50 persone e 230mila vengono destinati alla manutenzione del sito archeologico.

Un giorno Roma si risveglia e bussa alla porte di Napoli per battere cassa chiedendo il 50% dei proventi della biglietteria

Ma dov’era Roma nove anni fa quando il sito archeologico era completamente abbandonato? Dov’era Roma quando il Rione Sanità faceva scappare tutti?

Intanto, intorno a Don Antonio Loffredo, promotore ed esecutore della rinascita del Rione Sanità,  si stringe la solidarietà.

Ivo Poggiani, Presidente della Terza Municipalità nella quale rientra il Rione Sanità: “Leggo con stupore e rabbia le indiscrezioni che verrebbero dalla Curia Romana. Rimango senza parole di fronte ad una reazione così violenta. In generale le scritture religiose sono precetti che dovrebbero orientare i comportamenti umani. E allora mi domando quali siano i precetti ai quali si riferiscono questi alti prelati se arrivano a voler metà dei soldi di una cooperativa di giovani che in questi anni hanno rappresentato per la città, ma non solo, un esempio di riscatto, di amore per il territorio, insomma di Vita.”

E ancora, Tony Nocchetti di “Tutti a scuola”: “Conosco Padre Loffredo. Lo conosco quando, oltre 25 anni fa, trascorreva le sue giornate che duravano almeno 20 ore tra la parrocchia, la casa alloggio dei giovani sieropositivi e quella dei bambini in affido. Un sacerdote evidentemente estraneo alle logiche di qualcuno che ha smarrito da tempo la speranza nel Cristo risorto. Io sto con padre Antonio.”

 

 

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