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Reggia di Caserta – “Il fascino di questa Versailles del Napoletano […]” : Così il famoso giornalista e scrittore dei primi anni del ‘900, Guido Piovene, definiva questa maestosa costruzione; “[…] il contrasto tra questo sogno e la realtà dell’ambiente fa sì che quella di Caserta, ben più di quella di Versailles, sia una reggia di fantasia.

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La Reggia di Caserta: la Versailles italiana I bagni della Reggia di Caserta: il boudoir dei segreti della regina I giardini della Reggia di Caserta, il “parco giochi” di Ferdinando IV Luigi Vanvitelli: l’architetto della Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta: la magnificenza delle maestranze italiane

Il palazzo reale di Caserta sembra infatti esser uscito dalla fiaba di “La belle et la bête” dove il maestoso palazzo incantato si ergeva per magnificenza e splendore con i suoi dorati ghirigori barocchi.

Reggia di Caserta Luigi Vanvitelli

Luigi Vanvitelli, (Napoli, 12 maggio 1700-Caserta, 1 marzo 1773). Architetto e pittore italiano.

Fu Carlo di Borbone, re di Napoli e Sicilia a commissionare, nel XVIII secolo (1752),  la realizzazione della reggia. I lavori furono affidati all’architetto Luigi Vanvitelli che realizzò l’imponente palazzo su una superficie di 61 000, divenendo così la residenza reale più grande al mondo per volume (oltre 1 000 000 m³). Per realizzare l’opera fu impiegato quasi un secolo e lo stesso architetto che la costruì non la vide terminata.

Un sentimento di competizione fu la forza che mosse re Carlo di Borbone nel commissionare tale opera. Infatti, Carlo, voleva creare una reggia che potesse competere con quella francese di  Versailles in modo da dare alla città di Caserta un ruolo di capitale e mostrare alle famiglie europee la potenza della sua dinastia.  Per l’epoca era quasi consuetudine costruire i grandi palazzi reali lontano dalle capitali, infondo questo sito avrebbe dato riparo da possibili invasioni per via mare.

La Reggia di Caserta si presenta come la costruzione che più rappresenta il massimo trionfo barocco Italiano con i suoi 61 000 m² e ben 4 cortili interni. Ha la forma di un rettangolo (250×200 metri) e si sviluppa su 5 piani, con 34 scale e più di 1000 ambienti tra: stanze, saloni, cappelle private, etc.

Reggia di Caserta

Vista Dall’alto dei 4 cortili della Reggia

Stanze e corridoi sono illuminati da finestre, infatti se ne contano ben 1742 e più di 1000 porte.

La maestosità del palazzo è percepibile sin dall’ingresso, infatti, il visitatore sin da subito si trova davanti ad una poderosa galleria che conduce lo sguardo del visitatore verso i giardini. Le vasche dei giardini furono appositamente messe su un’unica asse in modo da essere già adocchiate dal visitatore. Questo effetto, che alcuni definiscono “a cannocchiale”, era molto usato nell’architettura del ‘700.

Sul lato del vestibolo ottagonale lo sguardo viene accolto da una Scalinata Reale con i suoi 117 gradini e ampia quasi 20 metri. Ciò che infatti colpisce di questa Reggia sono i grandi numeri che vengono accostati ad ogni elemento che la compone.

Su questa grande scalinata che copre una superficie di quasi cinque piani, le delegazioni o le ambascerie attendevano che venissero ricevute dal re. Nel frattempo lo sguardo delle rappresentanze degli altri regni venivano attirati da maestose statue: i leoni alla fine della salita della scalinata, simbolo del re; la statua del Merito, della Verità e quella del re con un ulteriore leone alle spalle. L’intera scalinata era coperta da una possente volta con le raffigurazioni su pittura parietale delle Stagioni e la Reggia di Apollo.

Reggia di Caserta

Sala del Trono

Un’ulteriore rampa di marmo, tra cui vi sono pure marmi di epoca romana riutilizzati, conduce agli appartamenti dei Borboni e della corte.

 

Ogni sala che si attraversa mostra la ricercatezza nel creare ogni stanza diversa dall’altra, i colori predominati sono quelli regali: l’oro, il porpora, il verde, il bianco, etc.

Anche nelle sale ciò che colpisce è la grandezza e la distanza tra un ambiente e l’altro, intervallati da lunghi vestiboli che spesso raggiungono i 200 metri di lunghezza. È come se il re avesse voluto creare un piccolo villaggio sempre in movimento a portata di mano.

La sala del trono: il volto pubblico della Reggia

Reggia di Caserta Gennaro Maldarelli, Cerimonia della posa della prima pietra del Palazzo Reale di Caserta (1844); affresco del soffitto della Sala del Trono, reggia di Caserta.

Cerimonia della posa della prima pietra del Palazzo reale di Caserta (Gennaro Maldarelli)

Il cuore della Reggia è senza dubbio la Sala del Trono, anch’essa maestosa nelle sue dimensioni, 40 metri di lunghezza e 15 di altezza. Ciò che colpisce è il piccolo trono, ma le dimensioni vengono ricompensate dall’elegante decorazione con i due leoni alati ai lati e sopra due cornucopie, simbolo di abbondanza; una conchiglia e due sirene (evidente riferimento a Napoli).

Ma forse, l’elemento più importante è la spettacolare volta decorata in oro, con il dipinto raffigurante il momento in cui fu poggiata la prima pietra che poi darà vita alla maestosa costruzione. I colori dominanti dell’intera sala sono l’oro degli stucchi, il bianco delle pareti e l’azzurro; colori che rendevano ancor di più la sala luminosa dalla luce che entrava dalle immense finestre.

Le stanze private del Re

Camera Privata del Re

La camera privata del Re rispecchiava a pieno le grandi dimensioni della Reggia, anch’essa infatti si distingue per le grandi misure che possono paragonarla quasi ad un appartamento dei nostri giorni.

Spicca il letto a baldacchino del sovrano, con in cima una corona in legno dorato che con il suo broccato color oro lo isolava dall’ambiente freddo della camera.

Le pareti sono coperte da preziosissima seta, non proveniente dalla Cina, ma dalle seterie di San Leucio.

Visitare la Reggia di Caserta consente di capire come vivessero i Borboni, ma soprattutto testimonia le grandi meraviglie delle maestranze italiane del passato: le preziose sete di San Leucio, i dipinti degli abili pittori, gli eleganti arredi dei mobilieri, i lucidi marmi delle maestranze. Ogni elemento del palazzo testimonia ancora oggi le bellezze e le abilità presenti sul territorio.

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