Approfondimento politico settimanale a cura di Gianfranco Piccirillo:
Il titolo del brano, con il quale la cantautrice Carmen Consoli nel 1997 partecipò al festival di Sanremo, è “Confusa e felice” e può rappresentare anche la Campania alla vigilia delle imminenti, ma non troppo considerando la data ancora sconosciuta, elezioni regionali. L’unica candidatura certa alla presidenza della giunta regionale della Campania, governata da Vincenzo De Luca, al momento è quella dell’ex presidente della Ternana calcio, Stefano Bandecchi, che attualmente riveste il ruolo politico di segretario nazionale di Alternativa popolare e quelli istituzionali di sindaco di Terni e presidente della omonima Provincia.
Sui social Bandecchi si è espresso con queste parole : “Mi candido a presidente della Campania, per restituire ai cittadini la dignità che la politica ha rubato loro negli ultimi venti anni. La Campania è una regione straordinaria, amministrata tuttavia in modo clientelare e padronale. Destra e sinistra hanno diviso poltrone, spartito interessi, lasciandosi alle spalle disoccupazione, malasanità, degrado urbano e mancanza di prospettive per i giovani. E’ arrivato il momento di cambiare tutto”. Il sindaco e presidente della Provincia di Terni scende in campo con il suo nuovo progetto, denominato “Dimensione Bandecchi, e si dichiara a disposizione di tutti i cittadini della Campania.
La coalizione di centro destra, che sostiene il governo nazionale di Giorgia Meloni, è in attesa di risolvere le questioni del Veneto e della stessa Campania, per la quale un profilo politico porta al viceministro di Fratelli d’Italiia, Edmondo Cirielli, e uno civico a due figure rilevanti come Matteo Lorito, rettore dell’Università Federico II e Giosy Romano, coordinatore della Zes Unica, la Zona Economica Speciale Unica, che comprende le regioni del Mezzogiorno d’Italia, introdotta nel 2024, per offrire agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative, investimenti e sviluppo economico nelle regioni meridionali. Secondo il presidente Vincenzo De Luca la scelta del candidato presidente per le prossime regionali sta diventando il festival della politica politicante e dell’ipocrisia, perché si tratta semplicemente di un accordo tra i partiti. Il presidente della giunta regionale della Campania ha dichiarato in una delle sue dirette social di non capire il senso di assegnare ad un esponente del movimento 5 stelle la candidatura allo scranno più importante della Regione, indipendentemente dai nomi in campo, che al momento sono soprattutto l’ex presidente della Camera, Roberto Fico e l’ex ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.
Secondo De Luca la questione va oltre il recente problema giudiziario del Sindaco di Teramo e probabile candidato alla presidenza della Regione Marche, perché in ogni caso non ha alcuna motivazione logica offrire la Campania al movimento 5 stelle. Per De Luca i grillini non hanno fatto nulla nell’ultimo decennio e affidare la Campania ad un esponente del movimento sarebbe assolutamente insensato, e ha inoltre puntato l’indice contro “gli opportunisti”, dichiarando di non voler offrire lo scudo o il paravento a nessuno, perché la sua intenzione è solo quella di lavorare senza pensare alle bandiere di partito, combattendo a viso aperto. Per il presidente De Luca quelli che non combattono pensano solo ai fatti loro, per cui prima di fare accordi c’è la necessita’ ineludibile di offrire una rosa di nomi, nell’ambito di una coalizione di centro sinistra, che peraltro è ancora tutta da costruire. Il presidente salernitano cosi si esprime testualmente: “Va bene il lavoro per costruire una coalizione, bene l’esclusione delle pregiudiziali, ma c’e’ un diritto, che è anche un dovere di ragionare in merito alle proposte, perche’ è ragionevole spiegare cosa si vuole fare”. Da parte sua il presidente del movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ha dichiarato che negli ultimi incontri non ha fatto nessun patto con De Luca, ma ha solo detto molto chiaramente che se il presidente attuale avesse ottenuto il terzo mandato lo avrebbe contrastato in tutti i modi e il movimento sarebbe rimasto autonomo dagli schieramenti. Secondo Conte nella situazione attuale non tocca decidere più a De Luca, ma è necessario costruire un progetto politico completamente rinnovato. Ma prima di scegliere il candidato presidente bisogna prima decidere il programma.
A De Luca, l’ex premier Conte, ha detto testualmente: “da parte del Movimento non c’è l’esigenza di distruggere i progetti buoni che sono stati fatti, perché non serve ripartire ogni volta da zero semplicemente perché c’è stata una precedente gestione. Se ci sono dei buoni progetti, utili per la comunità campana, siamo disponibili a portarli avanti, a valutarli volta per volta. Non abbiamo la necessità, perché sarebbe contrario all’interesse dei campani, di radere al suolo tutto quello che è stato fatto”. Oltre Roberto Fico e Sergio Costa potrebbe essere individuato come candidato presidente della giunta regionale della Campania Alfonso Pecoraro Scanio, molto vicino a Giuseppe Conte e al suo movimento. Attualmente Pecoraro riveste il ruolo di Presidente del Consiglio Generale della Fondazione UniVerde, ed è anche docente di Turismo e Sostenibilità presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e l’Università Tor Vergata di Roma, e Presidente del Comitato scientifico della Fondazione Campagna Amica.
Il sessantaseienne ex responsabile nazionale dei Verdi è anche avvocato, giornalista pubblicista e coautore di diversi libri, come “Turismo Sostenibile – Retorica e Pratiche” edito da Aracne Editrice, “Nuovo Manuale di diritto e gestione dell’ambiente” edito da Maggioli Editore, “Le vie dell’acqua”, edizioni Alegre e nel 2002 scrisse pure “Il principio di precauzione”. Oltre ad essere stato Presidente della Federazione dei Verdi per sette anni, è stato due volte ministro, dell’agricoltura con Giuliano Amato e dell’ambiente con Romano Prodi. Dal 1992 al 2008 è stato Deputato della Repubblica Italiana, ricoprendo i ruoli di Presidente della Commissione Agricoltura e Segretario della Commissione di Vigilanza sui Servizi Televisivi, oltre ad essere stato eletto al Parlamento europeo, al consiglio comunale e provinciale di Napoli e candidato a sindaco di Sorrento e a consigliere regionale della Campania.


