Gachiakuta – L’angolo del Nerd e dell’Otaku


Rudo, come tutti i discendenti dei criminali, vive in una fatiscente baraccopoli costruita attorno alla Città. Assieme al padre adottivo, vive raccogliendo i rifiuti (di fatto oggetti praticamente nuovi) dei cittadini e rivedendoli. Un giorno il padre viene assassinato e Rudo accusato del delitto. Viene così gettato nell’abisso.

Sopravvissuto alla caduta, Rudo scopre che in realtà la Città è una struttura volante sopra la terra. E, nel corso dei secoli, ha riversato tonnellate di spazzatura tossica sulla superficie, dando origine a dei mostri fatti di rifiuti. Qui scopre di avere il potere di trasformare qualunque cosa tocchi in un’arma.

Una storia non originale…

Gachiakuta non è originale come storia: un protagonista, Rudo, che vuole vendicarsi di un torto subito, un mondo ostile come già visto in tanti shonen, combattimenti eccetera. Inoltre il protagonista, a parte un’ossessione per la vendetta, non mostra nessuna caratteristica interessante.

Anzi spesso risulta abbastanza piatto, evolvendo molto poco nel corso della storia. Alcuni personaggi secondari sono molto più interessanti e soprattutto meglio caratterizzati. I combattimenti sono disegnati bene ma non sono il top di gamma. Siamo ben lontani per esempio dai capolavori di Masashi Kishimoto.

…ma con alcuni spunti interessanti

Gli aspetti che rendono Gachiakuta interessante sono il tratto grafico dell’autrice e l’ambientazione di contorno. Si parla continuamente di rifiuti, ed infatti il tratto è sporco e in molte tavole sembra quasi “graffiato”, come delle scritte sui muri, a sottolineare il mondo sporco in cui agiscono i protagonisti.

Ma sporco in ogni senso. I rifiuti sono così tanto da aver reso l’aria irrespirabile e hanno preso vita. E come combattere questi mostri? Con degli Oggetti. Rudo scopre che, se un oggetto viene amato dal possessore e tenuto con la massima cura, acquisisce una vera e propria anima diventando, di fatto, magico.

Urana, l’autrice, ha dichiarato di essersi ispirata ad un’esperienza personale avvenuta durante la sua infanzia. “Avevo una penna che amavo molto e l’ho spezzata in due. Oltre al senso di perdita, avevo la sensazione che la penna mi stesse implorando”. Da qui lo spunto degli Oggetti con un’anima.

Altra ispirazione, anch’essa nata durante la giovinezza, furono gli appendiabiti forniti dalla nonna  a testimonianza del tema di Gachiakuta di vedere valore e potenziale in cose apparentemente banali e scartate. Scartate come il protagonista, Rudo, gettato via come un sacco di spazzatura.

Media

Oltre al manga, edito in Italia da Settembre 2023, Gachiakuta vedrà una trasposizione anime, sulla piattaforma Crunchyroll, che arriverà a partire dalla prima settimana di Luglio del 2025. Al momento di parla di circa tredici episodi, anche se non c’è, ovviamente, nulla di certo.

Curiosità: Kei Urara, l’autrice, è stata assistente del mangata Atsushi Kubo, autore di Soul Eater e di Fire Force (disegnando diverse tavole di quest’ultimo manga). Ed infatti, specialmente nel design dei mostri, il tratto ricorda molto quello del suo maestro, anche se né discosta molto presto.

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