Cortina d’Ampezzo – Ancora una volta Moreno Pesce ha trasformato un sogno in realtà. L’atleta paralimpico di Noale (VE) e Cavaliere della Repubblica, noto per le sue sfide al limite dell’impossibile, ha raggiunto il suo obiettivo: risalire l’Olimpia delle Tofane, una delle piste più celebri e impegnative delle Dolomiti.
Un traguardo straordinario, reso possibile anche grazie alla presenza della guida emerita Lio De Nes e del videomaker Jacopo Bernard che ha documentato l’intera impresa.
La scalata si è rivelata più ardua del previsto. “Avevo sottovalutato la neve e la pendenza”, ha ammesso Pesce, reduce da momenti di estrema difficoltà. Il tratto più ostico è stato lo Schuss, il muro più ripido della pista. Non sono mancati momenti di tensione, ma la determinazione ha avuto la meglio
La forza di un simbolo, l’abbraccio della figlia in cima
A rendere ancora più speciale l’impresa è stato l’incontro in vetta con la figlia Elisa che ha legato una piccola treccina di cotone alla protesi del padre, una medaglia simbolica che suggella il loro legame. Un gesto d’amore che ormai è diventato un rito tra padre e figlia.
“Grazie, Cortina. Grazie per questo grande traguardo atteso per tanti anni”, ha scritto Moreno Pesce, accendeno il braciere con la fiaccola del 1956 e lasciando il segno di un’impresa che non è solo sportiva, ma umana.
Il vero limite – Pesce lo insegna da anni – è solo quello che scegliamo di non superare.


