Quello di oggi sarà ricordato come “il lunedì dello sgombero”. A Trieste la polizia era attesa dai manifestanti al Varco 4 del porto.
Sgomberato il porto di Trieste
“Noi non molliamo” – “Libertà” – “Lavorare è un diritto” gridavano questa mattina i manifestanti mentre gli uomini della polizia avanzavano lentamente in tenuta antisommossa. Nonostante diversi inviti a disperdersi, i manifestanti hanno fatto muro e non si sono mossi. A quel punto la Polizia non ha potuto fare altro che azionare gli idranti.
Ma quando gli idranti sono stati chiusi, i manifestanti rimasti si sono presi per mano e hanno continuato a manifestare. La polizia, quindi, ha nuovamente azionato gli idranti ed ha poi sparato alcuni lacrimogeni. In tanti sono arretrati su via dei Campi Elisi e alcuni gruppi hanno invaso altre strade e altre pizze. La protesta, dunque, continua, ma al centro della città di Trieste, in Piazza Unità d’Italia. Tra loro, nel ruolo di leader dei manifestanti, anche Stefano Puzzer.
“Non capiranno mai il nostro linguaggio che è il linguaggio del cuore e della semplicità. Restate seduti e pacifici, non diamo a nessuno la possibilità di attaccarci” (Stefano Puzzer ai manifestanti in Piazza Unità d’Italia)
Criticità anche in altre città italiane come Bologna, Venezia, Genova, Milano, Ravenna, Perugia, Taranto, Roma e Gioia Tauro


