Grandi cambiamenti si profilano per la scuola italiana. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato una serie di modifiche significative ai programmi scolastici delle scuole elementari e medie. Tra le novità più rilevanti, l’introduzione del latino come materia opzionale a partire dalla seconda media.
Riforma scolastica, il progetto del ministero
Il nuovo piano di riforma, presentato sotto forma di decreto durante il Consiglio dei Ministri, è frutto del lavoro di una Commissione istituita per supportare il ministero nella revisione dei programmi scolastici.
La riforma prevede una revisione dell’intero percorso di istruzione, dall’infanzia fino alla scuola media, con l’obiettivo di migliorare le competenze linguistiche e culturali degli studenti. Cambiamenti sono previsti anche per le scuole superiori, con un progetto ancora in fase di elaborazione.
Più letteratura e grammatica: un nuovo approccio all’italiano
Una delle principali novità riguarda l’insegnamento della lingua italiana. «Sarà dato più spazio alla letteratura, anche dell’infanzia, e alla grammatica», ha dichiarato il ministro. Il nuovo approccio punta a rafforzare le competenze di scrittura, considerate in crisi, e a stimolare nei ragazzi il piacere per la lettura.
Già dalla prima elementare saranno introdotti testi letterari, prose e poesie, con un ritorno alla memorizzazione di filastrocche, scioglilingua e brani semplici. «Dobbiamo riprendere questa grande scuola della memoria», ha aggiunto Valditara, «per poi avvicinare gli studenti, già alle elementari, all’epica classica, alla mitologia greca e orientale, e alle saghe nordiche».
Latino alle medie, un ponte tra passato e presente
Tra le innovazioni più significative, la possibilità di introdurre elementi di latino già dalla seconda media, in modo opzionale.
Importanti novità riguardano anche l’insegnamento della storia. Sarà abolita la geostoria nelle scuole superiori, privilegiando invece una narrazione cronologica degli eventi, con particolare attenzione alla storia d’Italia, dell’Europa e dell’Occidente. Nella scuola primaria, invece, ci sarà un focus sul patrimonio storico italiano. Inoltre l’insegnamento della musica sarà potenziato sin dalla scuola primaria.
Il progetto di riforma sarà sottoposto a un ampio dibattito che coinvolgerà il mondo della scuola, associazioni disciplinari e corpi intermedi. L’obiettivo è finalizzare il piano entro marzo 2025, in modo da implementare le novità con l’anno scolastico 2026-2027.
La riforma promette di trasformare il panorama educativo italiano, puntando a un mix tra tradizione culturale e innovazione, per formare studenti più consapevoli delle proprie radici e pronti alle sfide del futuro.