La nostra macchina del tempo ci riporta all’epoca del calcio in bianco e nero, per rivivere una sfida che rimarrà per sempre scolpita negli annali della gloria: lo scontro frontale tra Pelé ed Eusébio. Era il 1962, e il mondo intero si fermò per assistere al duello tra la “Perla Nera” del Brasile e la “Pantera” del Portogallo.
La strada verso la finale
Il Benfica arrivava all’appuntamento dopo aver incantato l’Europa: ad Amsterdam, i lusitani avevano schiantato il Real Madrid con un incredibile 5-3. Nonostante la tripletta di Puskás, fu proprio Eusébio a firmare la doppietta decisiva che regalò al Benfica la sua seconda Coppa dei Campioni consecutiva. Dall’altra parte dell’oceano, il Santos di Pelé dominava il Sudamerica, superando agevolmente il Peñarol per guadagnarsi il diritto di sfidare i re d’Europa.
L’atto primo: Spettacolo al Maracanã
Il 19 settembre 1962, il leggendario Stadio Maracanã ospitò l’andata della finale. Fu un match vibrante, giocato a ritmi altissimi. Santana brillò per il Benfica, ma fu ancora una volta Pelé a rubare la scena: con una doppietta d’autore e il contributo fondamentale di Coutinho, il Santos si impose per 3-2. Un risultato che lasciava tutto aperto in vista del ritorno a Lisbona.
L’apoteosi all’Estádio da Luz
L’11 ottobre 1962, 73.000 spettatori gremirono lo stadio di Lisbona sperando nella rimonta di Eusébio. Ma quella notte, il Benfica subì la stessa “mazzata” che aveva inflitto al Real mesi prima. Pelé mise a segno una prestazione sovrumana: una tripletta leggendaria che guidò il Santos a un trionfo schiacciante per 5-2.
Molti storici del calcio considerano quella partita come la più alta vetta tecnica mai raggiunta da “O Rei”. Fu in quella notte portoghese che anche gli ultimi “euroscettici” dovettero arrendersi all’evidenza: Pelé non era solo un fuoriclasse, era l’Imperatore Assoluto del calcio. Con il fischio finale, il Santos saliva sul tetto del mondo, consacrando per sempre il mito della maglia numero 10.


