Abel Eduardo Balbo è stato un attaccante la cui carriera è indissolubilmente legata all’Italia. Con nonni paterni originari di Cuneo, Balbo ha incarnato la figura del centravanti potente e tecnico che ha dominato le aree di rigore della Serie A negli anni ’90.
Le sue caratteristiche tecniche lo rendevano una punta completa: forte fisicamente e con piedi educati, Balbo era noto per la sua freddezza sotto porta e la sua intelligenza nel muoversi in area. I suoi tiri erano potenti e sapeva essere pericoloso anche nelle azioni di contropiede.
Dopo aver mosso i primi passi e vinto lo scudetto con il Newell’s Old Boys (in una squadra interamente composta dal vivaio) e aver giocato nel River Plate (dove finì dopo essere stato curiosamente bocciato da Osvaldo Bagnoli del Verona), l’Argentina divenne presto troppo stretta per il suo talento.
L’approdo in Italia avvenne con l’Udinese, dove si fece subito notare per i suoi gol di testa e le progressioni veloci.
Il momento di massimo splendore fu però con la Roma, che lo acquistò nel 1993 per 18 miliardi di lire. Per cinque anni fu il centravanti titolare, segnando a raffica sotto la guida di Carlo Mazzone e Zdenek Zeman, affiancato da talenti come Daniel Fonseca e un giovane Francesco Totti. Il suo attaccamento al club fu tale che nella stagione 1997-1998 ne indossò anche la fascia di capitano.
Dopo Roma, le vittorie non mancarono: con il Parma vinse una Coppa UEFA e una Coppa Italia (sebbene da riserva del connazionale Hernán Crespo), e con la Fiorentina si tolse la soddisfazione di segnare in Champions League contro i campioni in carica del Manchester United. Concluse il suo ciclo italiano tornando brevemente alla Roma di Fabio Capello, laureatasi Campione d’Italia nel 2001 (contribuendo con 3 presenze).
In totale, Balbo ha messo a segno ben 117 gol nella Serie A italiana su un totale di 138 nei massimi campionati, con le sue migliori stagioni realizzative (22 gol) all’Udinese (1990-1991) e alla Roma (1994-1995).
Con la Nazionale argentina, Abel Balbo ha collezionato 37 presenze e 11 gol. È uno dei pochi ad aver partecipato a tre Mondiali consecutivi (Italia ’90, USA ’94 e Francia ’98), venendo convocato da tre CT diversi (Bilardo, Basile e Passarella).
Il suo gol più iconico con la Selección resta il colpo di testa realizzato a Melbourne su cross di Maradona, fondamentale nello spareggio che valse la qualificazione al Mondiale ’94, un momento cruciale per l’Argentina dopo la sconfitta storica per 0-5 contro la Colombia.
Dopo un’ultima parentesi con il Boca Juniors, Balbo si è ritirato, dedicandosi in seguito alla carriera di allenatore e dirigente sportivo, portando con sé la grinta e l’esperienza accumulate su tutti i campi d’Italia e del mondo.
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