Ariel Ortega “El Burrito” tutto tecnica con un passato anche in Serie A


Arnaldo Ariel Ortega (Ledesma, 4 marzo 1974) è stato l’incarnazione del talento sudamericano, capace di infiammare i tifosi con la sua tecnica sopraffina. Soprannominato “El Burrito” (L’asinello) per la sua velocità e caparbietà, Ortega è stato un trequartista puro, in grado di giocare anche come ala o seconda punta.

Le sue caratteristiche tecniche lo rendevano un giocatore elettrizzante: possedeva una buona tecnica, una visione di gioco che gli permetteva di dispensare assist e, soprattutto, un dribbling fulminante. A ciò si aggiungeva la sua abilità sui calci piazzati e la maestria nell’effettuare i pallonetti.La sua carriera è inestricabilmente legata al River Plate. Dopo l’esordio in prima squadra nel 1991, a soli 17 anni, divenne subito un titolare fisso. Nella sua prima fase al River (fino al 1997), collezionò 144 presenze e 30 reti, conquistando tre Tornei Apertura e la prestigiosa Coppa Libertadores.

L’Europa lo accolse nel 1997. Il trasferimento al Valencia per 1.300 milioni di pesetas fu l’inizio di un periodo altalenante. In Spagna, Ortega segnò 7 gol nel primo anno, ma il suo rapporto complicato con l’allenatore Claudio Ranieri rese l’esperienza difficile.

Nel 1998 approdò in Italia, alla Sampdoria, acquistato per circa 23 miliardi di lire. In blucerchiato lasciò il segno con 8 reti in 27 presenze, giocando al fianco di Montella. L’anno successivo passò al Parma, dove però non riuscì a esprimersi al meglio, segnando solo 3 gol in 18 partite.

Nell’agosto 2000, l’amore per l’Argentina lo riportò al River Plate. Il secondo ciclo fu altrettanto vincente, coronato dal titolo Clausura 2002 (56 presenze e 23 gol).

Subito dopo, il Fenerbahçe in Turchia lo ingaggiò, ma l’esperienza terminò in maniera traumatica. Un viaggio in Argentina per la Nazionale si trasformò in un addio anticipato alla Turchia, che gli costò una squalifica UEFA e una multa salatissima di 11 milioni di dollari per l’inadempienza contrattuale.

Dopo aver risolto il contenzioso, Ortega tornò sui campi argentini nel 2004 con il Newell’s Old Boys, guidando la squadra a vincere il Torneo Apertura a distanza di 12 anni.

La stagione 2006-2007 segnò il terzo e ultimo ritorno al suo amato River Plate, con cui vinse il Clausura 2008. Nonostante i crescenti problemi legati all’alcol, che lo portarono a un prestito all’Independiente Rivadavia, “El Burrito” lottò per rimanere in campo, chiudendo la carriera nel 2012 dopo un’ultima esperienza con il Defensores de Belgrano.

Ortega si è ritirato lasciando il ricordo di un talento purissimo, un dribblatore instancabile e una figura romantica  del calcio argentino.

Foto Wikipedia

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