Gabriel Omar Batistuta non è stato solo un attaccante; è stato un’icona, una forza della natura. Soprannominato “Batigol” o “Re Leone”, l’ex calciatore argentino è universalmente riconosciuto come uno dei più forti attaccanti della sua generazione.
La sua grandezza è attestata da riconoscimenti di portata globale. Batistuta occupa la 23ª posizione nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo stilata da World Soccer e, nel marzo del 2004, è stato inserito da Pelé nella prestigiosa FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi.
La sua presenza nell’élite del calcio è stata costante: è stato candidato al Pallone d’oro per sei anni consecutivi (dal 1995 al 2000), raggiungendo nel 1999 il quarto posto, dietro a mostri sacri come Rivaldo, David Beckham e Andrij Ševčenko. Nello stesso anno, ha conquistato la terza posizione nel FIFA World Player of the Year. Il calcio italiano lo ha onorato inserendolo nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2013.
Cresciuto nelle giovanili del Newell’s Old Boys, Batistuta ha conquistato il titolo argentino nel 1991 con il Boca Juniors, dopo una breve parentesi nel River Plate. Ma è in Italia che il suo nome è diventato leggenda.
Per nove anni ha vestito la maglia della Fiorentina, diventandone capitano e l’assoluto simbolo. A Firenze ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa italiana (entrambe nel 1996). Il culmine della sua carriera in Serie A è arrivato con il passaggio alla Roma, dove nel 2001 ha finalmente conquistato l’agognato Scudetto e un’altra Supercoppa italiana. Dopo una breve esperienza all’Inter, ha terminato la carriera nel 2005 in Qatar con l’Al-Arabi.
I suoi numeri parlano da soli, sia in campo nazionale che internazionale.
Con 152 reti, è il miglior marcatore della Fiorentina in Serie A. In totale, nella massima serie italiana, si posiziona al 13º posto assoluto con 184 reti. Un record che testimonia la sua prolificità è la striscia di 11 giornate di campionato consecutive in cui è andato a segno nella stagione 1994-1995.
In Nazionale, Batistuta è il secondo miglior realizzatore nella storia dell’Albiceleste con 54 gol. Ha detenuto per ben vent’anni (dal 2002 al 2022) il record di reti segnate per l’Argentina ai Mondiali (10), superato solo da Lionel Messi.
Dopo il ritiro, Batistuta ha continuato a gravitare nel mondo del calcio, facendo parte dello staff tecnico della nazionale argentina e ricoprendo il ruolo di segretario tecnico al Colón (SF). Il suo ruggito resta, tuttavia, per sempre legato al campo da gioco.
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