Oggi, 30 ottobre, Diego Armando Maradona avrebbe spento la sua sessantacinquesima candelina. Nonostante la sua scomparsa nel 2020, per la città di Napoli e per gli appassionati di calcio di tutto il mondo, il compleanno del Pibe de Oro non è un semplice anniversario, ma una vera e propria celebrazione laica e globale del talento più puro che il gioco abbia mai conosciuto.
Nato a Lanús, in Argentina, il 30 ottobre 1960, Maradona ha condensato in una vita breve ma intensissima l’essenza del calcio: genio, sregolatezza e riscatto.
Non c’è bisogno di descrivere tecnicamente le sue gesta, che restano scolpite nella memoria collettiva:
- I due Scudetti (1987 e 1990) che hanno riscritto la storia del Napoli.
- Il trionfo al Mondiale 1986 con l’Argentina, impresa che lo ha consacrato nell’Olimpo dei miti.
- I gol iconici, dalla “Mano de Dios” al “Gol del Secolo”, simbolo di un’arte calcistica irripetibile.
Napoli, Un Battito del Cuore al Ritmo del Suo Sinistro
È a Napoli che la celebrazione assume il suo significato più profondo. Diego non fu solo un giocatore, ma il simbolo di un riscatto sociale e sportivo atteso per decenni. La città, che oggi lo onora con il nome del suo stadio, lo ricorda in ogni vicolo, nel famoso murales dei Quartieri Spagnoli e negli omaggi che si rinnovano ogni anno.Oggi, mentre si ricordano i suoi 65 anni, si celebra l’uomo che, con il suo magico sinistro, ha fermato il tempo, trasformando il calcio in poesia e la speranza in realtà. Diego Armando Maradona è rimasto per sempre quell’eterno, immutabile ragazzo che ha fatto innamorare il mondo.
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