Registrati
Ti sarà inviata una password per E-mail

La gara di sabato pomeriggio col Frosinone di Baroni è stata più difficile del previsto.

I laziali hanno messo in pericolo, soprattutto nella prima frazione di giuoco, la porta di Cragno che è stato fenomenale, ma non è una novità.

In due occasioni, minuto 7 con Paganini e minuto 25 con  Ciofani sono andati al tiro ma non è andata bene.

Proprio l’uomo di Fiesole è entrato nei discorsi del Presidente a fin gara anche se nessun nome è stato fatto, a dire il vero, ma Giulini, ha parlato di una cessione eccellente e necessaria da fare a fine stagione in quanto, per la prima volta dal 2014, il bilancio della Società è in rosso.

Che sia arrivata l’ora della partenza per Alessio?

Il ragazzo l’ho incontrato ieri, lunedì dell’Angelo, ossia Pasquetta, sul lungomare Poetto, la spiaggia di Cagliari; gentile e cortese come sempre, era in compagnia della sua famiglia.

Nel capoluogo sardo i tifosi sanno essere discreti e Cragno è stato trattato come uno di casa, orami da anni a questa parte.

Il terribile giochino che prevede la vendita dei giocatori più pregiati, inizierà appena il pallone si fermerà, presumibilmente ancor prima. Già adesso, perché bisogna programmare.

I pezzi pregiati di questa squadra sono la sua spina dorsale: portiere, centrocampista e attaccante, manco a dirlo Cragno, Barella e Pavoletti.

Cedere uno di questi perni di questa squadra senza avere precedentemente acquistato un degno sostituto sarebbe una mossa azzardata.

Il Presidente faccia mente locale di ciò che fu la sua prima stagione, quella maledetta del 2014-2015 dove, appena arrivato, vide scadere quasi tutti i contratti dei giocatori, fu smontata una squadra già rodata e prendendo baldi giovani alle primissime esperienze il risultato fu disastroso. Fare i nomi di quel fallimento sarebbe semplice ma allo stesso tempo fine a se stesso.

Chi il sostituto di Cragno? Tentare una nuova scommessa? Il ruolo del portiere è così delicato, Presidente, da portiere amatoriale qual è stato lei e anche chi le scrive non azzardi ancora a consegnare le chiavi della porta del Cagliari ad un altro giovane ragazzo promettente che, privo di esperienza, potrebbe non riuscire a sopportare le pressioni.

Se non toccherà a Barella la prossima estate o a Gennaio è solo perché il Presidente vorrebbe avere, nell’anno del centenario della nascita del Club, 1920-2020, una squadra tosta e per fare forse la stagione più importante della storia del sodalizio rossoblù, ovviamente non ai livelli del 1970, lo Scudetto.

Sarà vero? Sarebbe bello lottare per qualcosa che non sia la solita salvezza, per quanto non ci sarebbe nulla di male, ma alle parole dovrebbero seguire i fatti visto che nel 2014 il Signor Presidente Tommaso Giulini disse che in 5 anni il Cagliari avrebbe dovuto lottare per la Champions!

In più l’anno prossimo ci dovrebbe essere in Serie A il Brescia dell’ex Presidente del Cagliari Massimo Cellino, quale Campionato ideale per dimostrare all’ex Presidente di avere lasciato le redine rossoblù ad un degno successore?

 

Scopriremo solo vivendo cosa succederà da qui in avanti.

LA GARA

Nel primo tempo il Frosinone, come già detto, è andato vicino alla rete ma sia il portiere di casa sia l’inefficienza degli avanti froninati hanno tenuto il punteggio piantato sulla parità sino all’azione del calcio di rigore.

Curioso che per la battuta della massima punizione si sia atteso parecchio e la rincorsa strana di Joao Pedro ha spaventato e non poco i tifosi di casa: attendere sul dischetto dal VAR l’ok per tirare rende nervosi.

 

Nel secondo tempo le emozioni sono state davvero poche e si è arrivato sino al recupero con l’ansia e in dieci uomini per l’allontanamento del numero 24 di casa, ossia Faragò, per doppia ammonizione, discutibile.

Tenere in vita l’avversario sino all’ultimo secondo di gara rende l’attesa del fischio finale una via crucis, considerando il periodo Pasquale ci sta tutto.

Risultato finale striminzito rispetto ai precedenti del 1988 (3-1) e del 1989 (3-0).

Ecco le dichiarazioni in sala stampa del Presidente del Cagliari Tommaso Giulini:

Sono qui perché voglio fare i complimenti alla squadra e all’allenatore. In estate speravamo di arrivare a questo risultato proprio in questa gara e bisogna dare merito a tutti, a chi ha sempre giocato e a chi è rimasto in panchina a sostenere i compagni. Non ci vogliamo fermare qua perché la prossima stagione si costruisce dalle prossime cinque partite, vogliamo arrivare ai 50 punti e fare una buona stagione del centenario. Proveremo ad arrivare al decimo posto, avremo le prossime tre gare molto complicate e la Fiorentina ha un calendario più semplice. Arrivare al decimo posto avrebbe grande importanza anche dal punto di vista economico, sarebbe importante anche per costruire le prossime stagioni.

Avere dei ragazzi in nazionale è un grandissimo orgoglio e oggi è stata la prima volta che avevamo in campo più stranieri che italiani, il nostro obiettivo è contribuire a fare crescere giocatori nazionali.

Vorrei ringraziare il grande pubblico di oggi perchè non era scontato avere 16mila persone il sabato di Pasqua contro una squadra che di solito non attira pubblico. Ci sono tante squadre intorno ai cinquanta punti che stanno lottando per cose importanti, abbiamo avuto qualche passo falso in campionato e probabilmente, senza tutti i ragazzi che ci sono mancati, saremmo tra quelle squadre intorno ai cinquanta punti.

Credo però che le vittorie che abbiamo ottenuto ultimamente abbiamo riequilibrato e abbiamo la posizione che meritiamo.

Barella ha rifiutato offerte importanti e sarebbe bello averlo nell’anno del centenario. Quest’anno è il mio primo che chiuderemo in negativo e forse una cessione importante sarebbe necessaria. Ma non è detto che sia quella di Barella.

Sono contento di essere qua oggi perchè di solito vengo quando va tutto male. L’anno scorso non lo ricordo con particolare piacere per come l’abbiamo quasi concluso, anche se ci tengo a ringraziare Rastelli e Lopez, senza cui probabilmente non ci saremmo salvati.

Non voglio che la mia presenza qui faccia passare il messaggio che per noi il campionato è chiuso, perché sono sicuro che i ragazzi non si accontenteranno. Arrivare tra i primi dieci ci aiuterebbe economicamente magari anche a tenere i nostri campioni.

Stadio?

La palla è nel nostro campo, a breve avremo un incontro per avere un progetto. Il proprietario dei diritti dello stadio non sarà solo il Cagliari e spero che entro fine anno avremo il progetto e poi la palla passerà al Comune che avrà sei mesi di tempo, ma speriamo si accorceranno i tempi. Nel 2020 sarà tutto nelle mani della pubblica amministrazione e speriamo che vada tutto nel migliore dei modi possibile per iniziare a costruire lo stadio nel 2021″

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Scrivi