Se il 2025 resterà scolpito per sempre nella memoria dei tifosi azzurri, il volto copertina di questa epopea non può che essere quello di Scott McTominay. Il “tuttocampista” arrivato da Manchester in silenzio si è trasformato, sotto la cura di Antonio Conte, nel simbolo assoluto di un Napoli capace di tornare sul tetto d’Italia e di alzare al cielo anche la Supercoppa Italiana.
Il momento che ha consegnato Scott alla leggenda partenopea è avvenuto al minuto 42 dell’ultima giornata contro il Cagliari. Con lo stadio Maradona colmo d’ansia e l’Inter che premeva a distanza, McTominay ha deciso di sfidare le leggi della fisica: una mezza rovesciata spettacolare su cross di Politano che ha gonfiato la rete e dato il via alla festa per il quarto scudetto.
Non è stato un caso isolato. La stagione 2024/25 dello scozzese è stata una collezione di “gol pesanti”:
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Il fulmine contro il Como: in rete dopo soli 26 secondi.
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L’urlo di San Siro: il gol nel pareggio contro l’Inter che ha permesso al Napoli di mantenere il primato nello scontro diretto.
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Il dominio fisico: 12 gol e 6 assist totali, numeri che a Napoli non si vedevano per un centrocampista dai tempi del miglior Marek Hamsik.
“Flowers of Naples”: Leader tecnico ed emotivo
Ribattezzato affettuosamente dai tifosi “McFratm” e celebrato dai cronisti come “Flowers of Naples”, Scott ha incarnato perfettamente lo spirito battagliero richiesto da Conte. Non solo inserimenti letali in area, ma una presenza difensiva asfissiante e una leadership silenziosa che lo hanno portato a vincere il premio di MVP della Serie A.
Un dicembre d’oro: la Supercoppa e il futuro
Il 2025 non si è fermato allo scudetto di maggio. Anche nella nuova stagione 2025/26, McTominay continua a essere il motore della squadra. Pochi giorni fa, il successo in Supercoppa Italiana contro il Milan (2-0) ha confermato che il ciclo vincente di questo Napoli è appena iniziato. Lo scozzese dimostra di non voler smettere di stupire, trascinando gli azzurri anche nelle notti di Champions League.
Il ragazzone di Lancaster, con il cuore ormai profondamente azzurro, è passato dall’essere un’opportunità di mercato a diventare l’idolo incontrastato di un popolo che in lui rivede la grinta, il sacrificio e la bellezza del grande calcio.


