Italia cede ancora una volta contro la Norvegia e la fa nel peggiore dei modi.
Per la qualificazione diretta ai Mondiali la nazionale avrebbe dovuto realizzare un punteggio di nove gol di scarto, che si è visto nella sua storia solo alle Olimpiadi del 1948 contro gli Stati Uniti. Gattuso non finisce bene come aveva cominciato, dopo il disastro della gestione Spalletti, e perde in malo modo alla fine, ottenendo comunque la possibilità di ottenere i Mondiali attraverso gli spareggi play off. Contro la Norvegia di Haaland, Gattuso conserva solo Mancini tra i titolari, rispetto alla gara precedente e consente a Pio Esposito il palcoscenico dello stadio della sua Inter per trovare il gol che gli mancava, continuare la media realizzativa superlativa in nazionale e tenere botta nel duello con il bomber norvegese, nel quale chiaramente non la spunta, ma dimostra almeno la sua forza di campione stabiese al cospetto della stella internazionale, che aveva dichiarato di non conoscerlo neppure. In un primo tempo dominato dagli azzurri Pio Esposito non solo realizza un gol da grande bomber, ma ne sfiora un altro di testa e chiede la concessione di un rigore, contando sui rifornimenti di Dimarco e Politano e l’ottima gara di combattimento di Retegui.
La Norvegia si vede pochissimo in attacco, limitandosi a difendere e a fare possesso palla nella sua metà campo, ma cambia completamente l’atteggiamento e la sua gara nella ripresa. Sotto una pioggia scrosciante gli scandinavi evidentemente si sentono a proprio agio come a casa, godendo peraltro pure del sostegno di alcune migliaia di sostenitori, giunti a Milano assieme al principe ereditario della loro casa monarchica, per festeggiare la storica qualificazione al mondiale americano. Barella, Frattesi e Locatelli calano nettamente il ritmo delle giocate a centrocampo e la nazionale italiana riduce le azioni pericolose in fase offensiva. Invece Nusa ritrova la consueta verve e dopo averlo sfiorato trova il gol del pareggio con un tiro ben assestato dalla media distanza, che sorprende il pipelet stabiese Donnarumma, compagno di Haaland nel Manchester city, che poi lo avrebbe punito severamente.
Gattuso inserisce Cristante al posto di Frattesi poco dopo che Solbakken abbia provveduto al primo cambio con l’ingresso di Thorsby, giocatore del Genoa. Nusa impegna Donnarumma subito dopo lo scontro tra i bomber Esposito e Haaland, che provoca l’ammonizione per entrambi e poi anche il bravo Dimarco costringe il portiere norvegese Nyland ad un grande intervento. Il capocannoniere norvegese che ha una media realizzativa impressionante, superiore perfino a quella di Cristiano Ronaldo ad inizio carriera, si sveglia dal torpore e con i due unici tiri in porta della gara realizza una strabiliante doppietta anche a San Siro, dimostrando la netta superiorità attuale della Norvegia sull’Italia. Gattuso fa entrare in rapida successione in coppia Scamacca e Zaccagni, e Ricci e Buongiorno al posto di Esposito, Lucarelli, Barella e Bastoni. Addirittura la Norvegia, nonostante l’uscita della stella Haaland, che riceve la meritata standing ovation dei suoi tifosi, finisce in attacco e rende il punteggio imbarazzante come quello dell’andata con il gol di Larsen all’ultima azione del recupero. Insomma indipendentemente dagli sforzi di Gattuso e dai gol di Esposito il calcio italiano resta indietro nelle gerarchie attuali a livello internazionale e dovrà ancora una volta disputare gli spareggi play off per cercare la qualificazione dalla porta di servizio, un’operazione che nelle due edizioni precedenti è miseramente fallita contro Svezia e Macedonia del Nord.


