“Io non sono un uomo… Io sono Cantona!” Questa frase iconica, tratta dal film di Ken Loach Il mio amico Eric (2009), racchiude l’essenza di un uomo che è stato molto più di un calciatore. Eric Daniel Pierre Cantona, nato a Marsiglia il 24 maggio 1966, è stato un genio visionario, un attore carismatico e un eterno ribelle, capace di trasformare il rettangolo verde in un palcoscenico teatrale.
La carriera di Cantona inizia nel 1983 con l’Auxerre, dove il suo talento cristallino attira subito l’attenzione del Marsiglia. Tuttavia, il rapporto con la squadra della sua città natale è tormentato: tra prestiti al Bordeaux e al Montpellier, Eric fatica a trovare la sua dimensione.
Nel 1990 ci riprova, ma il destino gli rema contro. Prima l’esonero di Franz Beckenbauer, poi il rapporto conflittuale con il nuovo tecnico Raymond Goethals, portano alla sua cessione al Nîmes. In Francia, Cantona sembrava destinato a rimanere un “eterno incompiuto”, un bad boy dal carattere troppo spigoloso per il calcio transalpino.
L’Ascesa in Inghilterra: Da Leeds a Manchester
La vera rinascita avviene oltremanica. Nel 1992 trascina il Leeds United alla vittoria di uno storico scudetto, conquistando i tifosi con un calcio elegante e spettacolare. Ma il vero colpo di scena arriva poco dopo: per poco più di un milione di sterline, Sir Alex Ferguson lo porta al Manchester United.
All’Old Trafford, Cantona diventa “The King”. I numeri parlano di un dominio assoluto:
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143 presenze e 64 gol;
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4 Scudetti e 3 Coppe d’Inghilterra;
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3 Charity Shield.
Eric non era solo un goleador, ma un rifinitore sublime, un esteta che giocava con il colletto della maglia alzato e lo sguardo di chi sa di essere un gradino sopra gli altri.
Luci e Ombre: Il Calcio Kung-Fu
La sua carriera, però, è indissolubilmente legata anche ai suoi eccessi. Il momento più oscuro risale al gennaio 1995, quando, dopo un’espulsione contro il Crystal Palace, colpì un tifoso avversario con un clamoroso calcio in stile “kung-fu . Quel gesto gli costò una lunga squalifica, ma contribuì a cementare il suo mito di uomo che non accetta compromessi.
Contro ogni aspettativa, Cantona si ritirò giovanissimo, ancora all’apice della forma (mentre circolavano voci di un suo possibile passaggio all’Inter). Da quel momento è iniziata la sua “seconda vita” da attore ad Icona pubblicitaria.


