" "
Registrati
Ti sarà inviata una password tramite email.

Ai nostri microfoni l’ex giocatore del Piacenza, Antonio Pergreffi

Lasciare Piacenza non è stato di certo facile, Antonio Pergreffi l’ex capitano biancorosso si racconta ai nostri microfoni.

Come si è arrivati alla rescissione del contratto?

Per me non era una novità, già durante l’anno c’erano i sentori di un ridimensionamento per l’anno prossimo. Sulla base anche della situazione di emergenza dovuta dal Covid19, con minori entrate quindi era inevitabile il taglio dei contratti più costosi.

Anche Della Latta ha rescisso.

Si, ha firmato oggi pomeriggio alle 14.

Come ci si sente dopo una vita passata a Piacenza?

Sicuramente i ricordi sono ancora belli vivi, bisogna ancora metabolizzare il fatto che siano passati 4 anni, sicuramente resterà un ricordo bellissimo di questa esperienza perchè mi ha fatto crescere sia come giocatore che come uomo e non ho nessun rammarico. Anzi si il campionato dello scorso anno magari poteva concludersi in una maniera diversa.

Qual’è stato l’allenatore da cui hai imparato di più?

Franzini l’ho avuto per tanto tempo, lui è quello che ha seguito di più la mia crescita, poi ricordi gli allenatori del settore giovanile dell’Albinoleffe.

Quale sarà il tuo futuro?

Si spera sempre di migliorarsi nella vita, spero che bussi qualche società di Serie B, se non dovesse essere così mi farebbe piacere anche puntare alla promozione in una squadra di Serie C.

E’ vero che l Pisa era sulle tue tracce?

Sia due anni che nella scorsa  estate c’era stato un interessamento da parte del Pisa, siamo stati ad un passo dalla firma, ma poi e non per mia volontà non c’è stato accordo economico tra le società.

Qual’è stato il giocatore più forte con cui hai giocato?

Quello che mi ha sorpreso di più è Sestu, al di la delle doti calcistiche che ha, è una persona carismatica un valore aggiunto nello spogliatoio. E’ diverso da tutti gli altri.

Quindi al serie C è terminata?

Il campionato non dovrebbe più ripartire, anche perchè mancano le strutture e si dovrebbero investire tante risorse, il gioco non vale la candela. E’ giusto chiudere qui e permettere alle società di programmare la prossima stagione.

Quali sono le problematiche fisiche  per un calciatore, per lo sprint finale dei campionati di A e B?

Intanto allenarsi in casa non è come allenarsi in un campo da calcio, quindi servirà una  preparazione più intensa per riprendere un attimino l’attività motoria del calciatore. Il rischio di subire più infortuni c’è.

 

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami